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Tajani: «Codice Ong serve, Italia parli con voce unica»

linea ferma sui migranti

Tajani: «Codice Ong serve, Italia parli con voce unica»

Antonio Tajani
Antonio Tajani

«Il codice è indispensabile perchè stavano accadendo vicende che creavano preoccupazioni e sospetti: serrono le regole ed è indispensabile siano rispettate. La commissione è stata chiara ma e importante che l’Italia parli con voce unica: non possono esserci politiche ondivaghe ed in questa direzione è stato importante il messaggio del presidente della Repubblica». Lo ha detto il presidente dell’Europarlamento, Antonio Tajani, a RaiNews24 parlando della vicenda del codice delle Ong.

Migranti, inasprire posizione comunitaria: serve maggiore collaborazione
Per il presidente dell’Europarlamento «bisogna assolutamente inasprire la posizione comunitaria per far capire» ai Paesi membri non inclini a collaborare per contribuire nella gestione dell’emergenza migranti «che non si può soltanto essere all'interno dell'Unione europea quando c’è da incassare, ma quando c’è da dare bisogna fare altrettanto». Per Tajani, poi, «l’Italia purtroppo non è presente come dovrebbe nel consesso europeo: siamo molto introflessi, molto preoccupati delle elezioni comunali, molto preoccupati della piccola cosa, della crisi di governo..., della piccola bega quotidiana senza avere una dimensione statuale che permetterebbe all'Italia di contare di più».

Tensioni Minniti-Delrio
Graziano Delrio (che ha competenza sull'operatività della Guardia Costiera) e il ministro dell’Interno Minniti sono divisi sull'atteggiamento da tenere verso le organizzazioni umanitarie coinvolte nei soccorsi in mare e sulla necessità di chiudere i porti alle navi che non rispettano il “Codice Minniti” per la condotta delle Ong. Ieri è stata una giornata di tensioni sulla stretta sui soccorsi imposta dal Viminale, ma non condivisa da tutti i ministri. Il ministro dell’Interno Minniti non si è presentato al Consiglio dei ministri ed era arrivato a minacciare le dimissioni senza un sostegno forte alla sua azione che poi ha incassato.

Il sostegno a Minniti di Quirinale e Palazzo Chigi
Sostegno che poi ha ottenuto. Ieri, infatti, la linea dura di Minniti ha incassato anche il sostegno del capo dello Stato, Sergio Mattarella e del premier Gentiloni. Dagli ambienti del Quirinale è trapelato il grande apprezzamento del presidente della Repubblica per l’impegno spiegato in queste settimane dal ministro Minniti, particolarmente riguardo al governo del fenomeno migratorio. Negli stessi ambienti si fa rilevare anche il valore del codice di condotta per le Ong, condiviso con larga convergenza in sede parlamentare.

Fonti di Palazzo Chigi hanno sottolineato ieri sera come grazie all’azione e al lavoro, in particolare del Viminale, i risultati sul fronte del contrasto del traffico di esseri umani dalla Libia e del fenomeno migratorio comincino ad arrivare. Frutto dell'impegno di tutto il governo e delle strutture che stanno dando attuazione al codice di condotta per le Ong, voluto dal ministro Minniti, assieme alla cooperazione con la Libia e al contributo della guardia costiera libica.

Alfano: contrari al derby tra rigore e umanità
«Voglio sottolineare che sono contrario a ogni derby tra rigore e umanità, tra regole e solidarietà, tra sicurezza e diritti umani», ha detti il ministro Angelino Alfano sulle frizioni all'interno del governo sulla questione migranti. «L'Italia deve continuare a essere il Paese che ha sposato entrambi gli aspetti», ha detto il titolare della Farnesina.

Orlando: evitare binomio Ong-scafisti
In campo anche il ministro Orlando. «Bisogna evitare il binomio sicurezza immigrazione» e inoltre «non mi piace l'associazione Ong-scafisti», ha detto il ministro Andrea Orlando ieri a In Onda su La7. «Si deve evitare di dire che siccome ci sono delle Ong che non sono deontologicamente specchiate o che agiscono al limite della legalità allora sono tutte così».

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