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Vertice Fi con Berlusconi: ultima chiamata per Alfano

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Vertice Fi con Berlusconi: ultima chiamata per Alfano

  • –Barbara Fiammeri

roma

La faccia sorridente con cui ieri è tornato tra le vie di Merano assieme alla figlia Marina non è solo apparenza. Silvio Berlusconi è convinto che il vento è cambiato e che le regionali del 5 novembre in Sicilia, ultima tornata elettorale prima delle politiche della prossima primavera, lo confermeranno. Nella visione del Cavaliere,la vittoria sull’isola rappresenta il trampolino di lancio per riconquistare Palazzo Chigi. Proprio per questo sta lavorando personalmente da giorni per mantenere l’unità del centrodestra.

Oggi ad Arcore vedrà a pranzo Gianfranco Micciché, coordinatore di Fi in Sicilia. Con lui ci sarà anche Gaetano Armao, leader di Sicilia nazione da tempo impegnato (progetto sponsorizzato anche dal leader azzurro) nel radunare intorno a sè imprenditori ed esponenti della società civile. Miccichè punta ad allargare l’alleanza anche ai centristi di Angelino Alfano. Ipotesi che vede però contraria Giorgia Meloni che ha già dato l’appoggio di Fdi a Nello Musumeci. Un nome, quello dell’ex presidente della provincia di Catania, su cui anche Fi sarebbe pronta a convergere qualora cadesse il veto su Ap. «Serve uno sforzo da parte di tutti, come abbiamo già fatto in Liguria, a Genova e in molti importati comuni della Lombardia dove abbiamo vinto grazie alla volontà di presentarci uniti», sottolinea Maurizio Gasparri. Il compromesso potrebbe essere quello già sperimentato alle ultime amministrative ovvero un appoggio dei centristi attravero liste civiche o territoriali.

Alfano però non sembra essere disponibile. La Sicilia è casa sua e vuole giocarsi la partita in prima persona. Tant’è che per ora la linea non cambia: «A giorni presenteremo il nostro candidato». Una intransigenza che, secondo più di qualcuno, è figlia anche della disponibilità manifestata dal Pd che è ancora senza candidato. Ieri c’è stato un incontro tra Alfano e Graziano Delrio al termine del Consiglio dei ministri, per verificare le possibilità di un’intesa che non avrebbe all’ordine del giorno solo l’alleanza in Sicilia. In ballo c’è infatti la sopravvivenza di Ap a livello nazionale e quindi la conferma nella legge elettorale dello sbarramento al 3% alla Camera e la possibilità di apparentamenti a livello regionale per il Senato, per consentire così ai centristi di superare la soglia di ingresso che a Palazzo Madama, per chi non è in coalizione, è fissata all’8%. Al Nazareno si mostrano ottimisti e parlano apertamente di «sostanziali e concreti passi in avanti». Una trattavia nella quale il Pd vorrebbe far rientrare anche il via libera di Ap allo ius soli alla ripresa dei lavori parlamentari in autunno.

Alfano resta però prudente. Non solo perché non si fida di Renzi ma anche perché tra i suoi molti non sono propensi a lasciare il centrodestra, soprattutto dopo la vittoria ottenuta alle amministrative. Da Arcore oggi potrebbe arrivare un primo segnale di chiarimento. Anche in questo caso non solo per la Sicilia nonostante Berlusconi continui a ripetere di non voler sovrapporre le alleanze a livello territoriale con quelle nazionali. La situazione comunque è destinata a chiarirsi nei prossimi giorni. Il M5s è infatti già in campagna elettorale e tanto il centrosinistra che il centrodestra non possono permettersi di indugiare ancora.

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