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Nastri contraffatti, Gucci denuncia la catena americana Forever 21

lotta ai falsi

Nastri contraffatti, Gucci denuncia la catena americana Forever 21

Si intensifica la battaglia di Gucci contro la catena americana Forever 21: la maison del gruppo Kering, come ogni marchio della moda e del lusso, deve fronteggiare diversi tipi di contraffazione. Oltre ai prodotti palesemente falsificati che si trovano, fin dall’era pre-digitale, nelle strade delle grandi città, nei mercati e, in particolare in estate, sulle spiagge (italiane e non solo), ci sono tutti quelli disponibili su internet. Non soltanto su siti di e-commerce a volte dichiaratamente specializzati in “replicas” (copie), ma anche sulle vetrine virtuali di grandi catene nate nel mondo fisico, come Forever 21.

Gucci, si legge in un comunicato diffuso ieri, «ha avviato misure legali per porre definitivamente fine allo sfacciato sfruttamento dei suoi famosi ed iconici nastri a strisce blu-rosso-blu e verde-rosso-verde da parte della catena di abbigliamento americana Forever 21». In due istanze presentate alla Corte distrettuale degli Stati Uniti per il distretto centrale della California, Gucci si è mossa in due direzioni.

In primis chiede che siano respinte «le richieste infondate» presentate il 26 giugno da Forever 21. La maison fiorentina ha inoltre aperto un’azione «per violazione deliberata dei diritti relativi a marchio depositato, diluizione del marchio stesso e concorrenza sleale». I nastri blu-rosso-blu e verde-rosso-verde, protetti da copyright, sono tra i codici iconici di Gucci da oltre cinquant’anni, ovvero da quando furono introdotti, rispettivamente nel 1951 e nel 1963; la prima registrazione negli Stati Uniti del marchio depositato relativo ai nastri risale al 1979.

Excusatio non petita, accusatio manifesta, dicevano i latini. Ovvero: se non hai niente di cui giustificarti, non scusarti. Forever 21, oltre un mese fa, sembra invece aver fatto esattamente questo, sperando forse di indurre Gucci a desistere dagli sforzi per tutelare il proprio marchio. Ma basta guardare le immagini per constatare come Forever 21 abbia preso una scorciatoia scelta, purtroppo, da altri brand: copiare qualcosa di iconico e di grande successo, anziché investire in creatività interna (e sono investimenti costosi) per offrire capi davvero originali.

«Gucci ribadisce con forza che la difesa e la tutela dei suoi marchi depositati – si legge ancora nel comunicato – rivestono la massima importanza per tutelare i propri clienti da coloro che desiderano trarre intenzionalmente vantaggio dall’inganno e dalla confusione».

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