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Kering si allea con Alibaba contro i falsi

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Kering si allea con Alibaba contro i falsi

Una tregua alla quale segue un’alleanza. O viceversa. Succede tra il gruppo Kering e quello cinese Alibaba. Il colosso francese del lusso e proprietario, tra gli altri, di Gucci (si veda l’articolo a fianco) ha deciso di ritirare la causa depositata contro Alibaba e Alipay presso un tribunale di New York. Contestualmente, Kering e il leader cinese dell’e-commerce (una sorta di Amazon asiatica) lavoreranno insieme – si legge in un comunicato diffuso qualche giorno fa – «alla tutela della proprietà intellettuale» e «adotteranno azioni congiunte on e offline contro la contraffazione».

L’accordo riguarda sia Alibaba Group Holding sia Ant Financial Services Group, il braccio finanziario della società guidata da Jack Ma, fondatore e presidente di Alibaba e secondo uomo più ricco della Cina e primo imprenditore della Repubblica Popolare ad apparire sulla copertina di Forbes, il magazine economico-finanziario più famoso degli Stati Uniti.

Le accuse di non contrastare – se non addirittura di tollerare – la vendita di falsi su Alibaba erano diventate sempre più imbarazzanti, pur se difficili da dimostrare (nel 2016 un giudice americano aveva respinto parte di una causa presentata da Gucci e altri marchi del lusso che accusavano Alibaba di promuovere la vendita di merci contraffatte per “prove insufficiente”). L’accordo con Kering è una svolta e rientra nel progetto di Alibaba di allargarsi nel settore della moda. Per farlo – proprio come nel caso di Amazon – il portale deve migliorare la sua immagine. Con fatti concreti, a partire dalla lotta ai falsi.

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