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Investimenti pubblici, a luglio primi segnali di ripresa

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Investimenti pubblici, a luglio primi segnali di ripresa

  • –Giorgio Santilli

ROMA

Non si può ancora definire un’inversione di tendenza, ma certamente sugli investimenti pubblici arrivano i primi segnali più robusti di ripresa, con un aumento del 3,3% dei bandi di gara pubblicati nel mese di luglio rispetto a luglio 2016. L’Osservatorio Cresme-Sole 24 Ore registra anche il consolidamento del dato dell’anno 2017, con un incremento che pure sta al 2,9% nel periodo gennaio-luglio. Segnali importanti perché riguardano la parte iniziale della catena di realizzazione delle opere pubbliche e perché seguono le correzioni delle norme del codice degli appalti e del patto di stabilità interno per i comuni.

È soprattutto la composizione interna del dato generale del settore a dare il segno di un cambiamento di clima. A crescere con incrementi ben più consistenti sono infatti tutte le opere comprese nella fascia fra 150mila euro a 50 milioni, quindi la parte fondamentale del mercato, che taglia fuori solo opere micro e le maxiopere.

Per tutta la fascia media l’incremento di luglio è addirittura del 36%, passando dagli 897 milioni del 2016 a 1,2 miliardo del 2017. Anche il dato gennaio-luglio è in forte crescita, pari al 20%, passando dai 6,3 miliardi del 2016 ai 7,6 miliardi del 2017. Va considerato che è proprio questa fascia quella su cui maggiormente hapuntato il governo per rianimare il settore pubblici, mentre si è imposto un forte rallentamento alle grandi opere. Non sorprende quindi che per gli appalti superiori a 50 miliardi continui la discesa in corso da tempo, con riduzione del 31% a luglio e del 26,8% nel periodo gennaio-luglio. È legittimo dubitare ovviamente che possa esserci una ripresa del mercato complessivo dei lavori pubblici senza una ripresa anche delle maxiopere, ma certamente la cesura su questo fronte è stata netta e nessuno si aspettava a breve la ripresa di questo comparto. Tutte le carte investite dal governo, soprattutto con gli investimenti degli enti locali, puntano proprio alla fascia media e ignorano le nuove grandi opere. Viceversa, l’impegno del governo e del ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, sulle grandi opere riguarda la continuazione degli investimenti in corso, come dimostra, per esempio, il buon risultato degli investimenti effettuati daRfi (qui paghiamo non di gare ma di pagamenti, quindi siamo nel tratto terminale della catena) che è andato oltre i 4 miliardi nel 2016 e dovrebbe restare su questi livelli nel 2017 (si veda Il Sole 24 Ore di ieri).

A conferma della ripresa del mercato dei lavori pubblici arriva dall’Osservatorio Cresme-Sole 24 Ore anche la ripartizione dei dati per categoria di stazione appaltante. Per i comuni il salto è notevole, con una crescita del 70,8% nel luglio 2017 rispetto al luglio 2016. Dato che porta in territorio fortemente positivo anche il dato gennaio-luglio con un incremento del 13,5% quest’anno rispetto allo scorso anno. È il segnale che molti attendevano dopo le correzioni al codice degli appalti varate dal governo ad aprile. Ora si aspetta un incremento della spesa dei comuni anche nella spesa effettiva per investimenti e su quel fronte, viceversa, i segnali ancora non arrivano.

Continua la crisi profonda dell’Anas che ci si augura l’approvazione del contratto di programma possa invertire. Anche nel mese di luglio, tutto fermo (si aspettava appunto il via libera al contratto). Non sorprende quindi che il dato registri un -64% su base mensile e un -42% su base annuale.

Sul piano territoriale, continua ad andare male il Sud continentale che registra un -75,2% a luglio e -54% a gennaio-luglio solo in parte compensato dal +29,5% di luglio e il +143% di gennaio-luglio registrato da Sicilia e Sardegna.

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