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Micromisure inutili: subito il lavoro, poi un piano da 30 miliardi

PARLA MONTI (LUISS E FOND. VISENTINI)

Micromisure inutili: subito il lavoro, poi un piano da 30 miliardi

Quello che le nostre analisi evidenziano è che le piccole misure non servono a ridurre il gap generazionale». Luciano Monti, docente di Politiche europee alla Luiss, è anche il curatore scientifico del Rapporto della Fondazione Visentini che per la prima volta in Italia ha misurato il divario generazionale, avvelendosi di 27 indicatori. Il rapporto 2017 e quello del prossimo anno su cui già il gruppo di ricerca ha cominciato a lavorare - con l’obiettivo di introdurre un nuovo indicatore sull’innovazione tecnologica e realizzare un focus sulle nuove professioni - evidenziano l’assenza di politiche adatte a ridurre la frattura generazionale che penalizza i Millennials e rischia di produrre un aggravamento della loro situazione fino al 2030.

Effetti della legge Fornero
«L’unica misura che negli ultimi anni ha prodotto un effetto sul divario generazionale - spiega Monti - è la legge Fornero, con la riduzione della spesa pensionistica; ma bisogna fare attenzione perché senza un intervento specifico e integrato in favore dei giovani anche quell’intervento produrrà per i Millennials solo l’allontanamento nel tempo della pensione. Servono subito misure pesanti: non singoli interventi da poche centinaia di milioni, ma interventi dell’ordine di vari miliardi. Bene la decontribuzione di cui si parla per i giovani neoassunti se viene coperta finanziariamente dallo Stato: sarebbe un buon inizio. Ma non basta: serve una politica, un “piano giovani” organico che noi proponiamo debba essere dell’ordine dei 30-35 miliardi, quanto cioè oggi costano i Neet al sistema sociale ed economico italiano. Penso che questo dovrebbe essere il tema al centro della prossima campagna elettorale». Una campagna elettorale che, viceversa, a guardare le tensioni di questi giorni sul blocco dell’adeguamento automatico dell’età pensionabile, rischia di avere al centro ancora lo scontro per la difesa di interessi della fascia di età prossima alla pensione.

Il vizio di disperdere risorse
Il male da evitare in questa fase è «la dispersione delle risorse», vizio che non è mancato negli anni scorsi. Il bonus da 500 euro ai 18enni per comprare libri - dice Monti - «sarà pure un’idea simpatica ma è solo dispersione di risorse, così come il miliardo e mezzo destinato a Garanzia giovani che non ha prodotto posti di lavoro. Dobbiamo imparare a misurare l’efficacia delle politiche adottate, in termini di impatto generazionale, per concentrarci su quelle che funzionano».
Il «piano organico» che propone Fondazione Visentini dovrebbe avere come primo obiettivo «tornare alla situazione ante-crisi». Sono i giovani che hanno pagato il costo maggiore della crisi, è questo che evidenziano i numeri del Rapporto. «E sono i giovani - dice Monti - che rischiano di pagare gli effetti prodotti da fenomeni di lungo periodo come l’invecchiamento della popolazione. La domanda che dobbiamo farci e che la politica deve farsi è se sia giusto che gli effetti negativi prodotti da questi fenomeni debbano essere scaricati tutti sui giovani». La domanda è retorica e la risposta di Monti implicita. Ma quella della politica non necessariamente sarà la stessa. «Per questo pensiamo a un piano organico che dovrebbe avere un passaggio parlamentare importante». Bisogna cominciare a discutere del gap generazionale.

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