Italia

Strage Puglia, Minniti: «Risposta Stato sarà…

Comitato per la sicurezza

Strage Puglia, Minniti: «Risposta Stato sarà durissima». In arrivo droni e forze di Polizia

Anche i droni per battere la mafia del Gargano, cui si devono le quattro vittime della strage di S. Marco in Lamis. Lo annuncia il ministro dell'interno, Marco Minniti, al termine di un lungo Comitato straordinario per la sicurezza convocato a Foggia e durato tutto il pomeriggio, promettendo una «risposta durissima» dello Stato «all'uccisione di cittadini inermi e innocenti». Contro quella che è «una partita nazionale, una grande questione del paese», che non tocca solo il territorio foggiano, «metteremo in campo il meglio delle nuove tecnologie» grazie ad un protocollo d'intesa con la Regione Puglia per portare nella zona strumenti anticrimine all'avanguardia «a partire da impianti di videosorveglianza, dall'uso del sistema satellitare e l'uso dei droni».

Riforzi per “saturare” il territorio
«La prima risposta è il controllo del territorio», spiega il ministro, strappato alla gestione dell’emergenza migranti dall’esigenza di dare un segnale forte dopo la barbara mattanza, ieri, a colpi di kalashnikov e di fucile calibro 12, di due boss mafiosi uccisi insieme a due contadini testimoni innocenti. Perchè «quando muoiono delle persone inermi e innocenti lo Stato deve rispondere». Ecco quindi il via libera a 192 unità aggiuntive di Polizia in provincia di Foggia, «la prima parte già stasera», e tra loro anche «4 appartenenti ai Cacciatori di Calabria» reparto speciale dei Carabinieri. Si tratta - spiega Minnisti in conferenza stampa - di «uomini dei reparti prevenzione e anticrimine della Polizia di stato, delle compagnie di intervento dei carabinieri, dei baschi verdi della Gdf. Il loro compito sarà ”saturare” il territorio».

Mafia del Garagano «ibrido» tra omertà e gangsterismo
L'organizzazione criminale mafiosa responsabile della strage è «un ibrido», secondo Minniti, perchè «da un lato è una struttura fortemente chiusa, tenuta insieme da principi di quasi assoluta omertà, con pochissimi collaboratori di giustizia». Dall'altro «è caratterizzata da un aspetto più propriamente gangsteristico: è quello che hanno dimostrato ieri, uccidendo due pregiudicati e due cittadini inermi e innocenti». Dopo le critiche per il record di omicidi nella zona, ben 35 in due anni, «a San Severo sarà costituito un nuovo reparto di repressione del crimine», spiega il titolare del Viminale, «così la Puglia sarà l'unica regione, insieme alla Calabria, ad avere tre reparti di repressione del crimine».

«Sindaci fondamentali in questa battaglia di civilità»
Più tecnologia e Forze di polizia, dunque, ma contro le cosche che insanguinano le campagne del Foggiano «è molto importante coinvolgere l'opinione pubblica», insisite il ministro, «avere cioè un partecipazione attiva della gente». Una priorità che spiega l’invito alla riunione dei sindaci locali, «fondamentali per questa battaglia di civiltà e parte attiva in quella che deve essere una rivolta morale nel momento in cui muoiono due cittadini inermi e innocenti». Lo stesso ministro assicura una sua presenza piu’ costante, con riunioni del Comitato - cui oggi hanno partecipato i capi delle forze di polizia, il presidente della Puglia Emiliano, il prefetto di Foggia, il viceministro dell'Interno Bubbico e i rappresentati della magistratura -convocato in loco ogni due mesi «per fare il punto della situazione».



© Riproduzione riservata