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Tregua nel governo: sui migranti linea unica

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Tregua nel governo: sui migranti linea unica

ROMA

Acque finalmente calme nel governo dopo lo scontro dei giorni scorsi tra il ministro dell’Interno Marco Minniti, che è arrivato a minacciare le dimissioni per difendere la sua linea“rigorista” su Ong e migranti, e quello delle infrastrutture Graziano Delrio, che ha espresso dubbi “umanitari” sul dovere di salvare comunque vite in mare. Una tregua suggellata dal segretario del Pd Matteo Renzi, che in queste ore ha voluto vestire i panni del mediatore: «Nessuna polemica può oscurare i risultati di queste settimane, a cominciare dalla significativa riduzione del numero degli sbarchi e i nostri ministri, bravi e capaci, stanno facendo un buon lavoro», ha ribadito ieri. Perché le due linee incarnate dai due ministri, ossia il rigore e l’accoglienza, nell’ottica del leader del Pd devono viaggiare insieme: per questo tentare di approvare la legge sulla cittadinanza in autunno, lo ius soli, è importante nonostante la nota difficoltà dei numeri in Senato.

E così è lo stesso Delrio che al Tg1 della sera annuncia la tregua con Minniti («ci sentiamo tra poco per augurarci buone ferie») assicurando che va avanti il loro lavoro comune. «La strada è giusta, c’è una linea unica nel governo, lotta agli scafisti e all’immigrazione clandestina, e comincia a dare buoni risultati - ha detto Delrio -. Le regole non sono in contrasto con l’umanità, non c’è guerra alle Ong ma contro gli scafisti». Una linea, quella della lotta agli scafisti, che da parte sua Minniti ha voluto sottolineare in queste ore nei colloqui avuti con ambienti della Segreteria di Stato del Vaticano e della Cei per rassicurare gli ambienti cattolici impensieriti dalla “stretta” del governo.

A stemperare la tensione anche la fine dell’odissea della Golfo Azzurro, la nave della Ong spagnola Proactiva Open Arms che da tre giorni vagava tra l’Italia e Malta con a bordo tre migranti in attesa di poter attraccare. Ieri pomeriggio l’imbarcazione ha avuto il via libera - con una decisione d’intesa tra il Viminale e le Infrastrutture, da cui dipende la Guardia costiera - ad entrare nel porto di Pozzallo e a far sbarcare i tre migranti soccorsi. Ma il nodo di come applicare il codice di condotta per le Ong, non firmato da alcune di esse come Medici senza frontiere, resta: impedire l’attracco ai porti per le Ong non firmatarie anche se ci sono migranti a bordo, come vorrebbe Minniti, o assicurare comunque l’accoglienza, come pensa sia giusto fare Delrio? Al di là delle dichiarazioni unitarie, dietro le quinte i due ministri tengono il punto sulle rispettive posizioni .

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