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1/7 A cosa serve il «Libretto di famiglia»

    LE RISPOSTE DEI CONSULENTI DEL LAVORO

    «Libretto Famiglia» e «PrestO», ecco come cambia il lavoro accessorio

    Libretto di famiglia (LF) e contratti “PrestO” (acronimo di “Prestazione Occasionale”), o Cpo. Sono le due gambe su cui si muove la riforma del lavoro accessorio, disciplinata dall'articolo 54-bis delle legge 96/2017 (conversione del decreto legge sulla cosiddetta “manovrina correttiva” di primavera), approvata dal Parlamento dopo l'abolizione dei “vecchi” voucher lavoro travolti da polemiche e abusi. I due strumenti - in pratica, buoni per il pagamento del lavoro occasionale del valore lordo di 12 euro - sono la centro di un recente Approfondimento della Fondazione Studi dei Consulenti del lavoro, occasione per fare il punto su alcuni dubbi applicativi della nuova normativa.

    (Fotogramma)
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    1/7 A cosa serve il «Libretto di famiglia»

    Il “Libretto di famiglia” per il lavoro accessorio è un libretto nominativo che le famiglie possono acquistare negli Uffici postale o sulla piattaforma informatica Inps. Può essere utilizzato per pagare:
    - piccoli lavori domestici, inclusi giardinaggio, pulizia o manutenzione;
    - assistenza domiciliare ai bambini e alle persone anziane, ammalate o con disabilità;
    - insegnamento privato supplementare.
    Il ricorso a tali prestazioni è riservato esclusivamente alle persone fisiche, non nell'esercizio dell'attività professionale o d'impresa

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