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6/7 Condomini obbligati al Cpo

    LE RISPOSTE DEI CONSULENTI DEL LAVORO

    «Libretto Famiglia» e «PrestO», ecco come cambia il lavoro accessorio

    Libretto di famiglia (LF) e contratti “PrestO” (acronimo di “Prestazione Occasionale”), o Cpo. Sono le due gambe su cui si muove la riforma del lavoro accessorio, disciplinata dall'articolo 54-bis delle legge 96/2017 (conversione del decreto legge sulla cosiddetta “manovrina correttiva” di primavera), approvata dal Parlamento dopo l'abolizione dei “vecchi” voucher lavoro travolti da polemiche e abusi. I due strumenti - in pratica, buoni per il pagamento del lavoro occasionale del valore lordo di 12 euro - sono la centro di un recente Approfondimento della Fondazione Studi dei Consulenti del lavoro, occasione per fare il punto su alcuni dubbi applicativi della nuova normativa.

    6/7 Condomini obbligati al Cpo

    Un altro dubbio chiarito riguarda i condomini: se vogliono avvalersi di una prestazione occasionale da parte di persone fisiche, possono utilizzare il “libretto di famiglia” o sono tenuti al contratto di prestazione occasionale? Secondo i Consulenti del lavoro, i condomini non hanno le caratteristiche di una «comunità stabile e continuativa di tetto e di mensa», come indicato dal Dpr 1403/1971 e dalla circolare Inps 89/1989 che qualifica il lavoro domestico, e quindi non possono essere equiparati alle famiglie. Pertanto, «il rapporto di lavoro prestato alle dipendenze del condominio segue le ordinarie regole del rapporto di lavoro subordinato». Quindi, se i condomini intendono ricorrere a prestazioni di lavoro occasionali disciplinate dalla “manovrina” 'dovranno necessariamente utilizzare «il contratto di prestazione occasionale ovvero quello riservato a imprese e professionisti».

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