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Così la Sicilia fa rinascere le Province

L'Analisi|verso le regionali

Così la Sicilia fa rinascere le Province

Da sempre la Sicilia vanta il titolo di laboratorio politico e lo è ancor di più ora. Le elezioni regionali del 5 novembre sono l'ultimo appuntamento prima della fine della legislatura che ci porterà alle urne la prossima primavera. Ebbene, questo laboratorio al momento non promette nulla di buono. Da giorni, anzi da settimane, assistiamo al balletto dei centristi di Ap, il partito di Angelino Alfano -l'ex delfino berlusconiano oggi ministro degli Esteri del governo Gentiloni -che punta sulla partita sicliana, suo feudo personale, per assicurarsi la polizza della futura sopravvivenza politica.

Per questo, più che sul nome del candidato governatore, l'attenzione è rivolta alla disponibilità di un'alleanza a livello nazionale che gli garantisca una presenza significativa di onorevoli nel prossimo Parlamento tanto alla Camera che al Senato. E visto che finora né Berlusconi (costretto a fare i conti con i veti di Meloni e Salvini) né Renzi (alle prese con i mal di pancia interni al Pd e ritenuto da Alfano poco affidabile) hanno manifestato di voler pagare un premio congruo per la polizza centrista, la soluzione è stata rinviata a dopo ferragosto.

Un tira e molla che anticipa quanto ci aspetta nei prossimi mesi e probabilmente anche all'indomani delle elezioni politiche, per mettere assieme i cocci della maggioranza del governo che verrà. Anche perche le alternative non sono certo confortanti. Il vessillo del cambiamento innalzato dal M5S in Sicilia, che per Grillo ha assurto il ruolo di start up nella corsa alla conquista di Palazzo Chigi, si chiama “abusivismo di necessità “. Questa è infatti la definizione coniata dal candidato grillino e aspirante governatore Cancelleri nelle stesse ore in cui a Licata il sindaco, Angelo Cambiano, gia sottoscorta e con alle spalle 2 attentati incendiari , veniva sfiduciato per la sua guerra agli abusivi.

Cancelleri ha già capito che più che il bastone conta la carota ed è bene lasciarla intravedere fin da ora per assicurasi un buon bottino di voti. E del resto anche l'esperienza finora fallimentare del governo pentastellato di Roma, di cui la mancata gestione dei rifiuti e del trasporto pubblico , leggasi Ama e Atac, sono l'emblema, lascia poco spazio all'ottimismo.
Nel frattempo pero ci si porta avanti con il lavoro e anche qui la Sicilia vuol fare da apripista: ieri l'Assemble Regionale ha resuscitato le province, ribattezzate “liberi consorzi”,con corredo scontato di indennità per presidenti e consiglieri a conferma che nella terra del Gattopardo (e non solo) si cambia tutto perché tutto rimanga com'è.

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