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4/7 Sì ai contratti Cpo per il deejay

    LE RISPOSTE DEI CONSULENTI DEL LAVORO

    «Libretto Famiglia» e «PrestO», ecco come cambia il lavoro accessorio

    Libretto di famiglia (LF) e contratti “PrestO” (acronimo di “Prestazione Occasionale”), o Cpo. Sono le due gambe su cui si muove la riforma del lavoro accessorio, disciplinata dall'articolo 54-bis delle legge 96/2017 (conversione del decreto legge sulla cosiddetta “manovrina correttiva” di primavera), approvata dal Parlamento dopo l'abolizione dei “vecchi” voucher lavoro travolti da polemiche e abusi. I due strumenti - in pratica, buoni per il pagamento del lavoro occasionale del valore lordo di 12 euro - sono la centro di un recente Approfondimento della Fondazione Studi dei Consulenti del lavoro, occasione per fare il punto su alcuni dubbi applicativi della nuova normativa.

    4/7 Sì ai contratti Cpo per il deejay

    Le prestazioni di un lavoratore dello spettacolo, nel caso specifico un deejay, possono essere regolate con l'attivazione di un contratto di prestazione occasionale (Cpo)? Per rispondere al quesito, l'Approfondimento ricorda la risposta all'interpello 21/2010 con cui il ministero del Lavoro autorizzava il ricorso all'utilizzo del lavoro accessorio nel caso in cui parte dei dipendenti appartenga al settore dello spettacolo. Il via libera ministeriale è stato confermato in seguito anche da alcuni pareri e messaggi Inps. Per i Consulenti del lavoro tale orientamento è ora estensibile anche ai nuovi contratti di prestazione di lavoro occasionale, attivabili quindi «anche nel caso in cui la prestazione sia svolta nel settore dello spettacolo».

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