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Boccia, il Jobs act si applichi anche nel pubblico

il presidente di confindustria

Boccia, il Jobs act si applichi anche nel pubblico

  • – di Redazione Online

«Il Jobs act va applicato anche nel pubblico. E il governo non deve smontare l'impalcatura delle riforme approvate, soprattutto alla luce degli effetti positivi
che stanno provocando grazie alla scelta di strumenti selettivi di politica economica». Intervistato da Mattino e Repubblica, il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia invita a puntare su giovani e semplificazione nella legge di bilancio. «Si può sostenere la crescita anche con risorse limitate» dice.

Segnali incoraggianti di ripresa

Per Boccia ci sono segnali incoraggianti di ripresa, ma non bisogna farsi prendere dall'euforia. «Siamo all'inizio dell'inversione di tendenza, ma così come abbiamo potenzialità per andare avanti c'è anche il rischio di tornare indietro» osserva il leader degli industriali italiani.

La prudenza serve aggiunge Boccia: «perché in Italia, appena si ha la percezione che la crisi è alle spalle, c'è subito la tentazione di spartirsi il tesoretto, ad esempio chiedendo interventi sulle pensioni».

Azzeramento del cuneo fiscale per tre anni per i giovani assunti a tempo indeterminato

Sul fronte del lavoro, il presidente d Confindustria propone un «azzeramento del cuneo fiscale per tre anni per i giovani assunti a tempo indeterminato. Così questi giovani entreranno nel mondo del lavoro e avranno meno ansie, potranno cominciare a pensare al futuro. I primi segnali che abbiamo dal governo - spiega - sono positivi, ma non basta il titolo di un provvedimento, bisogna avere un investimento massiccio. Servono circa 20 miliardi in cinque anni. Il Centro studi Confindustria calcola che così si possano creare 900 mila posti di lavoro».

In merito alle norme antiscalata, «le uniche difese che si possono pensare sono contro scalate ostili che vengano fuori dall'Europa», sostiene Boccia. «Se cominciamo a combatterci a colpi di nazionalizzazioni non riusciremo mai a costruire campioni europei, ma avvantaggeremo solamente chi sta fuori dall' Europa e vede l'area più ricca del mondo come un mercato su cui entrare».

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