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Ape volontaria, decreto a fine mese

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Ape volontaria, decreto a fine mese

  • –Davide Colombo

roma

Sarà retroattiva, per il riconoscimento del diritto al 1° maggio scorso, con una clausola di allungamento in caso nel 2019 venissero modificati i requisiti di pensionamento in virtù dell’adeguamento alla speranza di vita, e ci saranno anche le clausole di conciliazione e mediazione per agevolare le certificazioni Inps sulle domande.

È finalmente pronto il decreto del presidente del Consiglio (Dpcm) che rende operativa l’Ape volontaria e l’Ape aziendale, le due versioni di anticipo finanziario che consentono di accedere a una rendita ponte prima della pensione della lunghezza massima di 43 mesi per chi ha almeno 63 anni e 20 di contributi. Il testo contiene le correzioni che aveva chiesto tre settimane fa il Consiglio di Stato e dovrebbe essere firmato da Paolo Gentiloni entro la fine del mese, molto probabilmente negli stessi giorni in cui si terrà il Consiglio dei ministri (tra il 27 o il 28 di agosto), una volta acquisito il “concerto” dei ministeri dell’Economia e del Lavoro. Una volta pubblicata in Gazzetta, entro i primi di settembre diventeranno dunque operative anche le ultime due misure di flessibilità verso la pensione introdotte con la scorsa legge di Bilancio.

E con l’Ape volontaria in vigore potrà partire pure Rita, la rendita integrativa temporanea anticipata che consente, a chi ha i requisiti Ape ed è iscritto a un fondo pensione, di ottenere un anticipo della rendita a condizioni fiscali agevolate anche, se vuole, per finanziare parte del rimborso dell’Ape. Tra l’altro sui criteri di accesso a Rita è atteso nelle prossime settimane un provvedimento della Covip per definire il coordinamento dello strumento con le nuove agevolazioni all’utilizzo flessibile della rendita per i disoccupati da almeno 24 mesi, resa possibile dalla nuova legge sulla concorrenza.

Tornando all’Ape, per la sua piena operatività serve ora la pubblicazione, data pure per imminente, delle convenzioni con Abi e Ania, in cui sarà confermato il costo finale del prestito ponte (nelle ultime settimane s’era parlato di un Taeg del 3,2%). Questo costo comprende anche la copertura assicurativa obbligatoria per il rischio premorienza, assistita, in ultima istanza, dalla garanzia dello Stato. Il tasso è fisso, ma ad intervalli probabilmente trimestrali potrà essere modificato alla luce degli andamenti dei tassi ufficiali. I primi apisti potrebbero dunque essere agevolati, nel rimborso ventennale assicurato che scatta a partire dal momento del pensionamento effettivo, visto che la prospettiva nei semestri a venire è di tassi in lieve rialzo.

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