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Palmisano: «Il bronzo? Me ne sono resa conto a 20 metri dal…

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Palmisano: «Il bronzo? Me ne sono resa conto a 20 metri dal traguardo»

LONDRA. «Quando ho capito di aver vinto il bronzo? Praticamente a 20 metri dal traguardo, quando ho visto che i giudici hanno mostrato alla Liu il cartellino rosso della squalifica e l'hanno fermata!». A vederla da vicino, così minuta, avvolta completamente in un'enorme bandiera tricolore, si fa fatica a immaginare che il suo primo amore possa essere stato la pallavolo. Per fortuna - sua e della nostra malmessa atletica leggera - la passione per la marcia ha alla fine prevalso. È arrivato così, imprevisto solo nel modo, un bronzo nella 20km che salva la spedizione azzurra a Londra2017, e che premia i sacrifici della 26enne pugliese, quinta due anni fa a Pechino e quarta, lo scorso anno, ai Giochi di Rio.

Bronzo in volata - «Non mi è sembrata una gara dai ritmi alti - spiega l'azzurra, pugliese di Mottola, vicino Taranto -: il primo giro ho studiato la situazione, poi mi sono concentrata su di me, sul gesto tecnico, ma ho voluto prendere subito il controllo della situazione per evitare che si andasse troppo piano». Un esercizio quasi ascetico, ancor più difficile se sei sempre gomito a gomito con le tue rivali: «Da un po' di tempo pratico la meditazione, e questo mi aiuta molto, anche in gara le concentrarmi su me stessa, sulle mie sensazioni».

Rabbia - Ascetica e meditativa, certo, ma fino a un certo punto: «Sentivo che questa era la mia giornata, e allora mi fa un po' rabbia il mio ultimo giro, aver perso contatto dalle tre davanti. Ho vinto una medaglia mondiale, e sono contenta, ma c'è ancora da migliorare tanto...».

Affetti - Tanti gli amici e i famigliari che l'hanno accompagnata fino a Buckingham Palace per inseguire questo podio iridato. Carburante prezioso nel motore di una ragazza che, mentre parla, non smette mai di stringere fra le mani il fermaglio per i capelli fatto a mano da mamma Maria, che ha cucito il tricolore italiano e la Union Jack, la bandiera britannica. «Lo fa sempre in occasione delle gare più importanti - spiega Antonella -, ricamando la bandiera italiana con quella del Paese ospitante». È una dedica speciale va alla nonna, «che in questo periodo è stata male e a provato a tenermelo nascosto per non farmi preoccupare, ma io l'ho scoperto lo stesso, è un po' si, devo ammettere che ci ho pensato...». E poi il pensiero va all'allenatore, al fisioterapista («sabato era il suo compleanno, ho aspettato un giorno per fargli il regalo»), e al fidanzato, il fidanzato Lorenzo Dessi, che dopo Rio le chiese in un video pubblico di sposarla: «Appena torno in Italia cominciamo i preparativi! Un figlio? Arriverà di sicuro, ma dopo Tokyo2020...».

Medaglia salva-atletica - È consapevole, Antonella, che questo bronzo attenua solo in parte la malinconia per quanto la nostra spedizione ha prodotto in questo Mondiale, che pure si sapeva non avrebbe regalato grandi soddisfazioni senza eventuali miracoli, che non ci sono stati. «Sono felice che la marcia si dimostri sempre una disciplina affidabile e che porti spesso medaglie pesanti - spiega l'azzurra - ma mi auguro che questo momento difficile passi, e presto. Vivo a contatto con i miei colleghi e vedo i sacrifici che fanno ogni giorno. Tanto lavoro, prima o pagherà».

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