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Sgravi ai terremotati, governo in campo

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Sgravi ai terremotati, governo in campo

ROMA

Da un lato difende il lavoro del governo: «Sulle zone franche abbiamo un impianto legislativo solido e l’impegno economico e finanziario più rilevante che ci sia mai stato nella ricostruzione di questi decenni in Italia. Non è stato fatto nulla di diverso da quello che è contenuto nella legge». Dall’altro lato, però, in visita ad Arquata del Tronto (Ascoli Piceno) dove è stato inaugurato un secondo villaggio di 16 casette, il premier Paolo Gentiloni tende la mano al sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi, che domenica aveva bollato come «una presa in giro» le regole per l’azzeramento delle tasse per i terremotati. «Se ci sono cose da aggiustare le aggiustiamo», assicura il presidente del Consiglio.

Chiaro il tentativo di rasserenare gli animi, sfiancati da un anno di ritardi. «Se si può fare di più siamo sempre disponibili a parlarne, con Pirozzi, che merita il nostro consenso e supporto, e con tutti i sindaci», sottolinea Gentiloni. «Non posso escludere che non ci siano difficoltà, perché sarei un pazzo: siamo di fronte a un compito enorme, ma abbiamo un buon impianto, risorse economiche e l’impegno di tutti». Il premier ricalca la linea espressa domenica dal ministero dello Sviluppo economico, secondo cui la circolare del Mise del 4 agosto finita nel mirino dei primi cittadini si limita ad applicare il decreto legge 50/2017 che ha istituito la zona franca e la ha estesa ben oltre i 55 comuni con le zone rosse. È stato il Parlamento a decidere – è il messaggio - ma il premier non chiude a eventuali modifiche.

Il sindaco di Arquata, Aleandro Petrucci, ribadisce: «Noi del cratere avevamo chiesto la no tax area per ottenere l’esenzione totale per due anni, ma così non è stato». Pirozzi ripete la sua denuncia («L’esenzione viene spalmata su tre anni: così è peggio di un credito d’imposta») e rigetta la lettura secondo cui è la regola europea del de minimis a imporre un tetto (200mila euro in tre anni) per gli aiuti alle imprese. «Io contesto una cosa diversa – afferma il sindaco di Amatrice – e cioè che nel decreto, e la circolare del Mise lo spiega bene, si aggiunge un vincolo, ossia si stabilisce che una impresa potrà usufruire della esenzione di tasse e contributi “spalmando” in tre anni l’importo a cui ha diritto anche se trattasi, ad esempio, di soli 10mila euro. Quindi quell’impresa non potrà usufruire del 100% dell’esenzione fiscale e contributiva nell’anno fiscale di riferimento ma dovrà spalmarla per il 39% nel 2017, per il 33% nel 2018, e per il 28% nel 2019». L’auspicio di Pirozzi è che ci si adoperi in queste ore per un «ravvedimento operoso». Chiede di superare «i vincoli di copertura» anche il presidente dell’Istituto nazionale tributaristi, Riccardo Alemanno, convinto che la durata della zona franca urbana vada estesa al di là del 2018.

Nel ruolo di mediatore c’è il presidente dem della commissione Ambiente della Camera, Ermete Realacci, che incontra i sindaci di Amatrice e di Norcia e garantisce: «C’è la precisa volontà di governo e Parlamento di affrontare i problemi». Il commissario straordinario alla ricostruzione, Vasco Errani, che accompagna il premier, non cede alle polemiche: «L’impegno del governo sarà onorato pienamente». Nei prossimi giorni si studierà, anche con il Mise e con il Mef, come andare incontro alle richieste dei sindaci. Avviliti pure per l’impasse sulla rimozione delle macerie. Il genio dell’Esercito è al lavoro da dieci giorni. Gentiloni riconosce: rimuovere i detriti «è un segnale indispensabile per guardare al futuro».

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