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Sisma, Gentiloni fa autocritica: non tutto marcia veloce. Circolare…

lascia errani, ci sarà un nuovo commissario

Sisma, Gentiloni fa autocritica: non tutto marcia veloce. Circolare su tasse sarà corretta

Ad un anno dal terremoto che il 24 agosto 2016 sconvolse il Centro Italia è tempo di bilanci per la ricostruzione post sisma e, piu’ in generale, per la performance della macchina statale. Il premier, dopo aver “promosso sul campo” il Commissario straordinario Vasco Errani, in uscita a settembre al termine del primo mandato («ha fatto davvero un ottimo lavoro»), ha parlato dei «numerosi miliardi» stanziati ma ha ammesso anche che «non tutto sta marciando alla velocità necessaria». Poi ha annunciato che «ci sarà un nuovo commissario» dopo l’addio di Errani. E, dopo la polemica sull'esenzione fiscale, ha assicurato che «è in via di correzione» la circolare sulle tasse nelle zone colpite dal terremoto.

Dallo Stato «impegno eccezionale» per la ricostruzione
Ma per una valutazione corretta del lavoro fatto in quest'anno, ha ricordato il premier al termine di un vertice a Palazzo Chigi sugli interventi di ricostruzione con lo stesso Errani, il capo della Protezione civile Angelo Borrelli e i presidenti delle quattro regioni colpite un anno fa dal sisma, «si deve partire dalla sequenza di eventi sismici di dimensioni davvero senza precendenti» con 140 comuni colpiti e alcuni centri storici « quasi annientati». La reazione dello Stato è stata quindi caratterizzata da un « impegno eccezionale» .

Verso più poteri agli Enti locali
Per riuscire a centrare gli obiettivi occorre «il massimo sforzo e assunzione
di responsabilità per accelerare le procedure», un «invito a fare» che Gentiloni ha rivolto come capo del governo «a tutte le amministrazioni, dalle Regioni ai Comuni, aggiungendo che «siamo al lavoro per superare i ritardi». Superata la fase di gestione dell’emergenza vera e propria ed avviata la ricostruzione, il Governo «continuerà a svolgere un ruolo di coordinamento» tra gli enti coinvolti, ma il sistema di intervento «si evolverà con una maggiore responsabilità di Regioni e territori».

Delrio: «Fragilità del territorio colpa degli abusi, bisogna demolire»
E di temi legati alla ricostruzione e più in generale della situazione edilizia in Italia ha parlato oggi anche il ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, ospite questa mattina ad un incontro sul post-territorio in programma al Meeting di Cl in corso a Rimini. «Bisogna procedere alle demolizioni degli immobili costruiti illegalmente», ha messo in chiaro il ministro, sottolineando che «la fragilità del nostro Paese dipende dal fatto che si sia costruito troppo, male e illegalmente. Bisogna demolire gli immobili illegali; si possono individuare delle priorità tra quelli da demolire prima e quelli che devono esserlo poi ma non si può rinunciare al fatto che la legge vada rispettata».

Ricostruzione sisma e alluvioni: dal dopoguerra ad oggi spesi 245 mld
Il ministro ha poi fatto un bilancio degli interventi di ricostruzione del territorio post sisma e post alluvioni in Italia, costati 245 miliardi di euro dal Dopoguerra ad oggi in Italia, per non parlare del dolore per le «migliaia e migliaia di morti». «Siamo un Paese fragile. Basti pensare - ha spiegato - che 10 milioni di abitazioni sono dentro zone sismiche di tipo 1 e 2 come pericolosità sismica, dove abitano più di 20 milioni di persone. Noi spendiamo una cifra enorme: negli ultimi anni 4,5 miliardi tra dissesto idrogeologico e terremoto per la riparazione». In questo scenario, «bisogna attrezzarsi con piano e programmi», ha incalzato Delrio, puntando sulla prevenzione la cura del territorio: «Se il Paese è interessato solo a inaugurazioni e non alla prevenzione c'è qualcosa che non torna. Servono programmi di medio e lungo termine e bisogna avere il coraggio di fare delle scelte e di prendere delle decisioni».

Libretto fabbricato, sì a «introduzione graduale»
Parlando invece del libretto del fabbricato e della possibilità che contenga la classificazione sismica degli immobili, al centro di un lungo dibattito tra tecnici e addetti ai lavori della prevenzione sismica, Delrio ha auspicato una «introduzione graduale» di questo strumento. «In questa fase siamo convinti che prevalga la presa di coscienza dei cittadini e l'opera di convincimento», ha spiegato escludendo la strada dell'obbligatorietà, anche se «qualunque governo dovrebbe prendere in considerazione di rendere obbligatori alcuni adempimenti». Occorre, ha poi concluso, che «gli italiani capiscano che investire nella prevenzione per la solidità della propria casa è estremamente importante. Agli italiani dico: credeteci nella messa in sicurezza della vostra casa». Dal ministro è arrivato quindi l'auspicio di un «grande piano nazionale di prevenzione», invitando il pubblico presente a «credere nella messa in sicurezza delle vostre case». Perchè «è a carico dello Stato, è totalmente detraibile e permette in cinque anni il recupero delle spese». Insomma, “Casa Italia” è «un grande progetto, occorre riprendere ad avere cura del nostro Paese. Abbiamo bisogno di ricostruire ma dobbiamo essere onesti e dire agli italiani che ci vorranno anni».

Tajani: moschee chiudano dopo preghiera
Il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, parlando al meeting di Cl, ha dichiarato che per contrastare il radicalismo islamico «si deve fare come nei paesi nei quali i discorsi degli imam vengono trascritti e passati alla polizia.
Quando non si prega, la moschea si chiude: non deve diventare luogo dove si fa politica». Rispondendo a una domanda sull'interesse cinese nei confronti di Fca, Tajani ha inoltre sostenuto la necessità di «avere campioni europei» e di «non cedere il nostro patrimonio industriale e il Know-How». Ecco perché, «pur con buoni rapporti con la Cina non dobbiamo indebolire il tessuto industriale cedendo un gruppo soprattutto italiano in mani cinesi»

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