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Terremoto a Ischia: due morti, 42 feriti e 2.600 sfollati

L’EMERGENZA

Terremoto a Ischia: due morti, 42 feriti e 2.600 sfollati

(Afp)
(Afp)

Da un lato il dolore, per le due donne morte (una colpita dai calcinacci di una chiesa, l'altra travolta dalle macerie della casa) i tanti feriti ( 42 di cui uno in gravi condizioni), la distruzione. Dall’altro la felicità per i tre fratellini salvati da una casa in macerie: Pasquale, di soli 7 mesi, Mattias di 7 anni e Ciro di 11 anni. È stata una lunga notte, quella che ci lasciamo alle spalle, per Casamicciola, il comune dell’isola d’Ischia più colpito dal terremoto di magnitudo 4.0 che alle 20.57 di ieri ha fatto tremare l’isola del Golfo di Napoli. Una notte di paura che la terra torni a tremare e di attesa che questa gran brutta storia passi il più in fretta possibile. Il Presidente Mattarella ha telefonato ai sindaci e si è
impegnato a visitare i comuni colpiti.

LE ZONE COLPITE

Più di mille i turisti che, in preda al panico, nelle prime ore di oggi si sono imbarcati per lasciare l’isola. L’esperienza della notte scorsa ha messo a dura prova tutti. Prima un boato, poi la consapevolezza di quello che stava accadendo.

Le suppellettili che cadevano, i mobili che si spostavano e il black-out, i crolli. Sono in tutto duemila gli sfollati a Casamicciola e altri 600 a Lacco Ameno. Il numero è stato reso noto dal capo del dipartimento della Protezione civile, Angelo Borrelli che ha subito incontrato i sindaci dell’isola per fare un primo punto della situazione. Escluso l’allestimento di tendopoli, per l'accoglienza degli sfollati si confida di far ricorso alle diverse strutture ricettive presenti sull'isola verde.

«È stato peggio del terremoto del 1980», racconta Giovanni. È stato un incubo che piano piano ha preso forma. E c’è chi fugge, ora, da Ischia. Sono i turisti che hanno preso letteralmente preso d’assalto il primo traghetto partito per Pozzuoli mentre c’era chi dormiva in strada, su una panchina, aspettando le prossime navi per Napoli. Si contano i feriti, 26. E i morti, due donne. Un’anziana, a Casamicciola, è rimasta uccisa dopo essere stata colpita dai calcinacci caduti dalla chiesa di Santa Maria del Suffragio. In piazza Maio una palazzina abitata è crollata per gli effetti della scossa di terremoto. La chiesa del Purgatorio è andata distrutta, numerosi alberghi sono isolati.

L’ospedale Rizzoli di Lacco Ameno è stato evacuato per la presenza di numerose crepe nel palazzo. Successivamente è tornato operativo. La scossa è stata registrata a una profondità di 10 chilometri. I comuni più vicini all’epicentro sono Forio, Serrara Fontana, Lacco Ameno, Barano d’Ischia e, appunto, Casamicciola Terme. Testimoni parlano di «un forte boato» udito assieme alla scossa. E quasi subito il buio. La corsa in strada è stata immediata, diversi negozi hanno deciso di chiudere, tanti turisti hanno scelto di non rientrare in albergo.

Decine di telefonate di richieste da tutta l’isola sono giunte al distaccamento dei vigili del fuoco di Ischia, che hanno inviato la squadra di soccorso a Casamicciola per una situazione di criticità che è stata segnalata dopo la scossa. Da fonti della Regione si apprende che le squadre dei pompieri impegnate sul fronte degli incendi sono state dirottate in alcune aree dell’isola per accertare eventuali danni a persone o cose. Intanto è scattato il piano di emergenza sanitario per i soccorsi alla popolazione: già disposta unità di crisi del Cardarelli per eventuali necessità di trasporto in eliambulanza.

La zona colpita dal sisma a Ischia è la stessa di un famoso terremoto che il 28 luglio 1883 provocò più di 2000 morti e distrusse in particolar modo il comune di Casamicciola. Fra le vittime, anche la famiglia del filosofo Benedetto Croce, allora diciassettenne, che fu estratto vivo dalle macerie.

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