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Sgombero a Roma, migranti ancora accampati in piazza Indipendenza

Raggi tornata a lavoro

Sgombero a Roma, migranti ancora accampati in piazza Indipendenza

Si avvia a trascorrere la quarta notte nei giardinetti di piazza Indipendenza un centinaio di migranti (soprattutto rifugiati e richiedenti asilo etiopi ed eritrei) rimasti accampati dopo lo sgombero sabato mattina dello stabile occupato insieme ad altri 700 connazionali tra via Curtatone e piazza Indipendenza, davanti alla sede romana del Sole 24 Ore, a due passi dalla sede del Csm e dalla stazione Termini. La partita è per ora nelle mani del Comune, in cerca di soluzioni alternative. Intanto la sindaca di Roma Virginia Raggi, di ritorno dalla pausa estiva trascorsa con la sua famiglia, oggi è al lavoro in Campidoglio. Tra le priorità della prima cittadina, il tema della sicurezza dopo l’attentato terroristico di Barcellona.

Terminato censimento persone in difficoltà
L’amministrazione capitolina ha fatto sapere in un comunicato di aver terminato il censimento, iniziato ieri, delle 107 persone in condizioni di fragilità (donne con bambini, anziani non autosufficienti e disabili, ndr) alle quali è stato consentito temporaneamente dalle forze dell’ordine di restare nell’immobile. E ha sottolineato che «nei mesi scorsi, nonostante ripetuti tentativi, non era stato possibile effettuare il censimento a causa dell’opposizione degli occupanti».

Ricollocati in 20 tra anziani e donne con figli minorenni
Al momento, «sono 20 le persone - spiega la nota del Campidoglio - che hanno accettato l’offerta proposta dall’amministrazione, a fronte di numerosi rifiuti». In particolare, «sono state assistite donne sole con figli minorenni; disabili; soggetti diabetici, dializzati e affetti da problemi renali». Persone alle quali Roma Capitale ha dichiarato che avrebbe dato la priorità. Gli aventi diritto «sono stati indirizzati presso il circuito di accoglienza (i cosiddetti extra Sprar) predisposto dai Servizi Sociali capitolini».

Una parte dei rifugiati potrebbe essere accolta in teoria negli alloggi del circuito Sprar (Sistema di protezione di richiedenti asilo e rifugiati) gestito da Roma Capitale, che utilizza le risorse messe a disposizione dal ministero dell’Interno attraverso il Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell'asilo. Si tratta però di un percorso spesso di fatto impraticabile. «In molti casi - spiegano dall’assessorato alle politiche sociali di Roma Capitale - siamo di fronte a persone che sono state già ospitate nelle strutture del circuito Sprar, dove è possibile risiedere non più di sei mesi». Di qui la necessità di soluzioni alternative.

Il richiamo alla Regione
Dal Comune è arrivato anche un richiamo alla condivisione delle responsabilità, soprattutto per quanto riguarda le persone sgomberate e accampate in piazza Indipendenza, perché «in base al decreto legge n.14/2017, nei casi di sgomberi di immobili privati occupati - si legge ancora nella nota del Campidoglio - i livelli assistenziali devono in ogni caso essere garantiti agli aventi diritto dagli Enti Locali e dalle Regioni». Di qui l’auspicio che «l’amministrazione regionale, anche attraverso l'Ater e le Asl, fornisca adeguato contributo per garantire, come stabilito dalla normativa, adeguato supporto alle persone sgomberate dall’immobile situato in via Curtatone». E che parta «un confronto tra i diversi livelli istituzionali, coinvolgendo anche il governo».

Ipotesi villini
C’è poi un’altra strada. Quella che il fondo Omega gestito da Idea Fimit (società di gestione del risparmio specializzata nella gestione di fondi comuni di investimento immobiliare), proprietario del palazzo, metta a disposizione temporaneamente degli immobili, a patto di rientrarne in possesso a emergenza conclusa. Tra le ipotesi di cui si è parlato in questi giorni, quella di alcuni villini in un complesso di nuova costruzione vicino Roma. «Aspettiamo che ci sia formalizzata una proposta ufficiale - spiegano dall’assessorato alle politiche sociali - poi dovremo verificare se gli immobili rispondono ai requisiti di legge. Ci risulta comunque che da parte della proprietà ci sia la volontà di ufficializzare una proposta».

Intanto nella Basilica dei Santi Apostoli sono 60 le famiglie che da due settimane sono accampate dopo lo sgombero dell'ex palazzo Inps di Cinecittà.

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