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A un anno dal sisma: ricostruzione a rilento, inagibile 1 scuola su 3

LA NOTTE DEL 24 AGOSTO IN CENTRO ITALIA

A un anno dal sisma: ricostruzione a rilento, inagibile 1 scuola su 3

È passato un anno da quando un sisma ha colpito duramente le popolazioni di Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo. In quell’occasione sono morte 299 persone. In molti hanno perso tutto: ad oggi le persone ospitate nei moduli abitativi container, alberghi, strutture ricettive e comunali sono 7.500 circa, a cui si aggiungono circa 40mila persone che hanno scelto di beneficiare del Cas (Contributo di autonoma sistemazione).

La prima scossa, la più violenta, alle 3:36 in piena notte
24 agosto 2016. È un mercoledì. La prima scossa, la più violenta, alle 3:36 della notte. Magnitudo 6, ad appena quattro km di profondità. L’epicentro a due chilometri da Accumoli (Rieti), a dieci da Arquata del Tronto (Ascoli Piceno) e Amatrice (Rieti). Crolla tutto, non c’è più niente: solo disperazione. Tanta.

La seconda e la terza scossa: l’una dopo l’altra
La seconda e la terza scossa a distanza di un minuto l’una dall’altra: alle 4:32 e 4:33. Questa volta l’epicentro è in prossimità di Norcia (Perugia), Castelsantangelo sul Nera (Macerata) e Arquata del Tronto. Profondità: dagli otto ai nove chilometri.

Ad Accumoli e Amatrice polvere e detriti
Il centro di Accumoli è un ammasso di polvere e detriti. Ad Amatrice il corso principale è devastato. L’Hotel Roma un cumulo di calcinacci. L’ospedale è inagibile. Feriti e barelle vengono curati anche in strada davanti all’ospedale. Le ambulanze trasportano i feriti a Rieti. Il borgo è distrutto. La testimonianza del sindaco Sergio Pirozzi rende l’idea della tragedia: «Il paese non c’è più. Sotto le macerie ci sono decine di persone» Alla fine ad Amatrice e Accumoli gli sfollati saranno circa 2.600: persone che hanno perso la casa e dovranno vederla ricostruita o resa agibile. Pirozzi ha proclamato con un’ordinanza il lutto cittadino per oggi. D’ora in poi il 24 agosto, per Amatrice, sarà la “Giornata del silenzio in ricordo delle vittime del terremoto”.

La ricostruzione va a rilento
La ferita del sisma è ancora aperta. La ricostruzione procede lenta. E la rimozione delle macerie, primo passo per poter ricostruire, è solo un aspetto del problema. Finora tra Lazio e Marche nei comuni più colpiti dal sisma sono state consegnate circa 550 casette, la maggior parte ad Amatrice e Accumoli. Lunghi i tempi della ricostruzione post terremoto anche nelle Marche, dove le abitazioni lesionate sono migliaia e gli sfollati circa 32mila. Alcuni borghi o porzioni di borghi distrutti dovranno essere delocalizzati per ricostruire in sicurezza su terreni più adeguati.

Nell’area del cratere sismico perso il 15% del Pil
Secondo Confesercenti, nei tre Comuni più colpiti - Amatrice, Accumuli e Arquata del Tronto - il prodotto interno lordo medio pro-capite si è quasi dimezzato (-47%), passando da 13.900 euro a circa 7.700, per una riduzione di 6.200 euro per abitante. La perdita stimata di Pil è ancora grave, pur se meno
eclatante (-15%), se si estende l’analisi dai tre comuni alla totalità dell’area colpita dal terremoto: il cosiddetto “cratere sismico”, la cui economia, prima del 24 agosto 2016, era particolarmente dipendente dalla spesa turistica (anche e soprattutto per le seconde case), che attivava una parte rilevante della produzione degli altri comparti. Centinaia di imprese sono ancora ferme e l’impatto negativo evidenziato si propagherà probabilmente per un tempo di almeno 3-5 anni.

Il 34% delle scuole è inagibile
Il terremoto ha colpito anche le scuole: secondo la Protezione civile, il 34% degli istituti dove sono stati effettuati i sopralluoghi è risultato inagibile. Entro febbraio 2018 dovrebbero essere completati i lavori di costruzione di 21 nuovi edifici scolastici; altre 87 scuole, inoltre, saranno messe in sicurezza nel corso di due anni. La speranza di un futuro passa anche da lì.

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