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Poletti: 2 miliardi per il bonus giovani, obiettivo 300mila posti

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Poletti: 2 miliardi per il bonus giovani, obiettivo 300mila posti

(Space24)
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Con il bonus giovani è «plausibile» la creazione di 300 mila posti di lavoro. Lo ha detto il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, parlando al meeting di Rimini delle misure per le agevolazioni alle assunzioni dei giovani attualmente allo studio del governo. Il ministro ha giudicato anche ««ragionevole» la stima di 2 miliardi come stanziamento per il bonus e ha spiegato che nel pacchetto «ci saranno norme anti licenziamento», ma che «non è ancora deciso» se le misure varranno solo sotto i 29 anni.

Possibili 300mila posti
La creazione di 300 mila posti di lavoro con il bonus giovani «È una previsione razionale, ragionevole, anche grazie alla mobilità del mercato del lavoro» ha detto Poletti rispondendo alle domande dei giornalisti, ai quali ha spiegato che la stima dei nuovi posti, presumibilmente nel 2018 «è plausibile, ogni anno circa un milione di persone entrano e escono dal mondo del lavoro».

Clausole contro i «comportamenti furbeschi»
«Naturalmente» ci saranno norme anti licenziamento, ha assicurato Poletti rispondendo alle domande dei giornalisti, «perché dobbiamo assolutamente evitare - ha spiegato - che ci siano comportamenti furbeschi che cerchino di utilizzare in qualche modo le norme». Tra i "comportamenti furbetti" che il governo intende evitare, Poletti indica la possibilità che qualcuno pensi di mettere altri, «magari al posto di qualche lavoratore che oggi ha un posto di lavoro e deve mantenerlo: noi vogliamo avere più occupati e non uno scambio tra chi c'é e chi arriva».

Bonus sotto 29 anni? Ancora da decidere
Resta ancora aperta, invece, la partita sui limiti di età per i beneficiari del bonus.
Il governo sta pensando soprattutto a interventi di «decontribuzione» e «non è ancora deciso» se il pacchetto varrà solo sotto i 29 anni, ha detto Poletti, sottolineando però che «è un tema che dobbiamo vedere perché abbiamo anche una regolamentazione europea da rispettare, per evitare discriminazioni a livello di età». Poletti ha spiegato che si stanno studiando forme per evitare che si rinunci a un lavoratore che ha esaurito gli sgravi per assumerne uno con il nuovo incentivo.

Possibile tetto fra 29 e 32 anni
Secondo quanto spiegano tecnici vicini al dossier, si discute su un tetto di età tra i 29 e i 32 anni, mentre dovrebbe essere esclusa la possibilità per l'azienda di usufruire per lo stesso lavoratore di più sgravi. In pratica per avere le nuove agevolazioni non si potrà assumere un lavoratore che è stato in forza all'azienda, anche se senza contratto a tempo indeterminato da più di sei mesi. È probabile che si decida di prevedere lo sgravio solo per coloro che non hanno mai avuto un contratto a tempo indeterminato e quindi non hanno usufruito di nessuna agevolazione.
«Noi lo abbiamo detto da sempre - ha sottolineato Poletti - vogliamo fare in modo che il lavoro stabile costi meno del lavoro temporaneo». «Siamo coerenti con il nostro impianto - ha aggiunto - e nella prossima legge di bilancio, insieme, collegialmente, stabiliremo anche puntualmente le forme, ma la sostanza è questa ed è nota».

Allo studio pensione di garanzia
Alla domanda sull'ipotesi di introduzione di pensioni di "garanzia", Poletti ha assicurato che «è un tema all'ordine del giorno, che stiamo discutendo con le organizzazioni sindacali, per tutelare i giovani che oggi hanno carriere che iniziano tardi, che si interrompono».

Ragionevole stima di 2 miliardi per bonus
«Sì, naturalmente: dipende dalla possibilità di utilizzare» lo strumento del bonus giovani «su una platea piu' o meno larga». Così il ministro ha risposto all'ipotesi che per il pacchetto di agevolazioni alle assunzioni di giovani allo studio del Governo si possano stanziare una cifra vicina ai due miliardi. «Per garanzia giovani - spiega - dall'Unione Europea abbiamo ottenuto l'innalzamento dell'età da 25 a 29 anni perché la regolazione europea prevedeva fino a 25 anni e noi abbiamo ottenuto di innalzarla fino a 29 anni, ma sappiamo che ogni volta che dobbiamo ottenere una regolazione diversa c'è una trattativa da fare ed è ciò che stiamo facendo». « Questa è la strada da percorrere e sulla quale investire - ha aggiunto - e come tra l'altro ripetuto più volte dal presidente del Consiglio, vogliamo fare un passo importante sull'occupazione giovanile, che oggi è l'obiettivo più importante per il nostro Paese».

Pensioni, per stop aumento età aspettiamo l'Istat
Sul fronte pensionistico, rispondendo a una domanda sull'ipotesi che lo stop all'innalzamento automatico dell'età pensionabile sia contenuto o meno nella prossima legge di Bilancio Poletti ha detto che «nessuno ha chiesto di abolire il collegamento e la connessione: c'è una richiesta di discussione sui criteri tempi, le modalità. Credo che sia un tema che va affrontato nel momento in cui l'Istat ci avrà dato i termini effettivi di questa situazione». «Quello di cui stiamo discutendo adesso con i sindacati - ha continuato - per una parte sarà nella legge di Bilancio, per un'altra parte probabilmente avranno una proiezione più lunga nel tempo».


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