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Piano Marshall per i giovani, ma l’unica certezza è il flop

L’EDITORIALE

Piano Marshall per i giovani, ma l’unica certezza è il flop

(Imagoeconomica)
(Imagoeconomica)

Dal Piano Marshall per il lavoro dei giovani, ci si poteva aspettare – data la posta in gioco, ad altissima sensibilità sociale – un annuncio forte da Rimini del ministro del Lavoro Giuliano Poletti. Ma così non è stato. Il ministro, nel solco di quanto sembra maturare a livello tecnico e politico in vista della manovra, ha parlato di dimezzamento della contribuzione, di un impatto di 2 miliardi del bonus, di partita ancora “aperta” sui limiti di età dei beneficiari, di 300mila nuovi posti di lavoro. Infine ha confermato che – sempre per i giovani – è allo studio la “pensione di garanzia”. Tutto quadra?

No, a partire dai numeri speranzosi della carica dei 300mila. E più che la scossa per dare un futuro di lavoro vero ai giovani si vede all’orizzonte la campagna elettorale, dove la ricerca del consenso distribuisce più mance che terapie utili per rafforzare la ripresa. Giovani, meno giovani e anziani. Ce ne sarà per tutti, e anche il presidente dei deputati di FI, Renato Brunetta, lo fa capire nella sua lettera pubblicata sul Sole. Tante piccole promesse. Ma una cosa grande e garantita, se davvero finirà così, la potremo mettere agli atti: un flop.

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