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Migranti, nel testo di Parigi sforzi più condivisi da paesi Ue ma…

VERSO IL VERTICE DI LUNEDÌ ALL’ELISEO

Migranti, nel testo di Parigi sforzi più condivisi da paesi Ue ma nessuna apertura sui porti

Il testo comune che Francia, Italia, Germania e Spagna firmeranno al termine della riunione di lunedì prossimo a Parigi dovrebbe vedere accolte gran parte delle richieste italiane in materia di gestione dei flussi di migranti: da quella per una maggiore solidarietà da parte dei partner europei nell’accoglienza e nel ricollocamento delle persone che sbarcano sulle nostre coste alla necessità di un coordinamento sempre più stretto tra le iniziative per la stabilizzazione della Libia, fino all’esigenza di predisporre ulteriori risorse per la gestione dell’emergenza (risorse che nel testo non sarebbero quantificate).

Ulteriori finanziamenti ma nessuna apertura dei porti
Secondo fonti della Farnesina, tuttavia, tra le soluzioni previste per garantire una maggiore condivisione nella gestione dell’emergenza non ci sarebbe un’apertura degli altri porti Ue alle navi mercantili e a quelle delle Ong che salvano i migranti nelle acque internazionali. La Francia, stando alle stesse fonti, avrebbe chiuso la porta a questa ipotesi. Il testo finale, che potrebbe imbarcare modifiche all’ultimo minuto sulla spinta del confronto tra i leader, dovrebbe essere suddiviso in due parti. La prima dovrebbe riguardare la Libia; la seconda i cosiddetti “Paesi di transito”, Niger e Ciad.

Partecipa Serraj, escluso l’uomo forte di Tobruk Haftar
All’incontro che si terrà il 28 agosto all’Eliseo parteciperanno, oltre al padrone di casa il presidente francese Emmanuel Macron, il capo del governo Paolo Gentiloni, la cancelliera Angela Merkel e il premier spagnolo Mariano Rajoy. I 4 hanno deciso di invitare il primo ministro libico Faiez Serraj, e due rappresentanti dei cosiddetti”Paesi di transito” dei migranti: il presidente del Niger Mahamadou Issoufou e quello del Ciad Idriss Deby Itno.

È cambiata la posizione di Macron su Haftar
Il fatto che all’Eliseo non è stato invitato il rivale storico di Serraj, il generale Khalifa Haftar, e che non è stato invitato dopo che proprio Macron lo aveva ospitato a Parigi il 25 luglio, dimostra che la posizione del presidente francese è cambiata, probabilmente anche su consiglio degli altri partner europei, e in particolare di Berlino. Germania e Italia sono entrambe convinte dell’opportunità di coinvolgere nel processo di stabilizzazione del paese africano, che tuttora versa in una situazione di caos (a sei anni dalla caduta di Gheddafi), il governo riconosciuto dalla comunità internazionale, mantenendo allo stesso tempo un dialogo con tutti gli attori coinvolti, e quindi anche con il capo dell’Esercito nazionale libico (Lna, a sua volta spalleggiato dall’Egitto e dagli Emirati Arabi Uniti). L’importante, è la posizione di Roma e Berlino, è promuovere iniziative condivise, evitando passi in avanti unilaterali che potrebbero complicare la stabilizzazione dell’area. Su questo approccio, spiegano fonti governative, la sintonia tra Merkel e Gentiloni è totale.

Gli altri temi: sicurezza e difesa Ue
Il vertice di lunedì si svilupperà in due fasi: un primo incontro nel pomeriggio su crisi migranti e Libia quindi, dopo una conferenza stampa congiunta e l’adozione di un testo comune, una cena tra i quattro leader europei. Sarà quella l’occasione per affrontare altri temi: dalla politica di difesa Ue alla minaccia del terrorismo. Questi temi non dovrebbero rientrare nella nota di fine incontro. Dovrebbe rimanere fuori dall’agenda dell’incontro dell’Eliseo la questione della nazionalizzazione di Stx da parte dei francesi ai danni di Fincantieri: su questo tema è previsto un vertice intergovernativo Italia-Francia il 27 settembre a Lione.

Il coinvolgimento di Niger e Ciad
Anche la decisione di aprire l’incontro ai rappresentanti di Niger e Ciad va nella direzione delle richieste italiane. I due paesi hanno un ruolo strategico, in quanto vengono attraversati dalle rotte migratorie che dall’Africa occidentale raggiungono il Mediterraneo. Con Burkina Faso, Mali e Mauritania fanno parte del G5 del Sahel, una creatura giovane riconosciuta dalle Nazioni Unite ma che ancora non ha raggiunto risultati concreti nel contrasto al terrorismo e al traffico di esseri umani.

Strutture di accoglienza nei Paesi di transito
L’idea è di affiancare all’impegno per la stabilizzazione della Libia quello, che si svilupperà nel medio lungo termine, per promuovere un partenariato con Niamey e N'Djamena. A febbraio l’Italia ha aperto un’ambasciata a Niamey. L’obiettivo è da una parte creare e formare delle strutture di sicurezza capaci di arginare la tratta degli esseri umani; dall’altra offrire ai migranti economici la possibilità di un rimpatrio volontario assistito nelle terre che hanno abbandonato per raggiungere l’Europa. Un adeguato sostegno da parte della Ue, sottolineano fonti governative, può mettere questi governi nelle condizioni di predisporre delle strutture di accoglienza e di ridurre i flussi.

Sostegno alle organizzazioni internazionali impegnate in Libia
La strategia che dovrebbe essere formalizzata nella dichiarazione conclusiva dell’incontro di Parigi prevede anche una maggiore assistenza di queste persone sul territorio libico, anche sulla base di un sostegno alle organizzazioni internazionali attive in quella zona, a cominciare dall’Unhcr, l’Agenzia Onu per i Rifugiati attiva in quel paese.

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