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Migranti, oggi il vertice a 4 all’Eliseo: 60 milioni per i Paesi…

QUADRILATERALE All’eliseo

Migranti, oggi il vertice a 4 all’Eliseo: 60 milioni per i Paesi di transito

DAL NOSTRO INVIATO A PARIGI - Un vertice europeo sui migranti e la Libia “ristretto” ai quattro maggiori paesi - Francia, Germania, Italia e Spagna - ma allargato ai paesi confinanti di Tripoli, Niger e Ciad, e all’Unione Europea. Il summit di oggi pomeriggio all’Eliseo è il primo passo visibile di coordinamento dopo settimane di incomprensioni, e infatti il comunicato finale che sarà emesso - come anticipato venerdì scorso da Il Sole24Ore.Com - vedrà un accoglimento delle politiche varate dal governo italiano in luglio, compreso il codice per le Ong. Inoltre si inizia a ipotizzare l’istituzione di centri di accoglienza sotto il controllo dello Iom, struttura dell’Onu.

Di hotspot francesi aveva parlato nelle scorse settimane Macron: parole certamente importanti, ma non ci saranno novità sulla apertura dei porti di sbarco sollecitata dall’Italia: resta il no già pronunciato dal presidente francese e da Angela Merkel (quest’ultima con le elezioni alle porte).

Sarà presente anche il premier libico Al Serraj, e questo certamente rappresenta un segnale a favore del rafforzamento della debole leadership libica “ufficiale”. Per il coinvolgimento concreto dei paesi confinanti del Sahel per il contrasto al traffico di essere umani saranno stanziati dei fondi importanti - l’ipotesi è di 60 milioni, che si aggiungeranno al fondo Ue per la Libia - e probabilmente sarà espresso l’auspicio che nell’emergenza permanente dei flussi migratori africani verso le sponde del Mediterraneo centrale sia coinvolto l’Onu. Questa mattina al Viminale si è tenuta una riunione con i rappresentati della Libia, del Niger, del Ciad e del Mali. È stato deciso di costituire una una cabina di regia ad alto livello delle forze di sicurezza per accrescere la cooperazione questi quattro paesi. La task force si riunirà a breve a Roma.

Tornando all’incontro dell’Eliseo, escluso dunque per ora il capitolo-porti, il nodo è sulle risorse e la condivisione dell’impegno di accoglienza, tema sulla quale la Cancelliera Angela Merkel è in prima fila a sostegno dell’Italia e della Grecia. La presenza del premier spagnolo Mariano Rajoy è significativa (oltre per il capitolo terrorismo, di cui probabilmente si parlerà nella cena a quattro) visto che il varco spagnolo, finora ben sigillato, comincia a mostrare delle debolezze.

Insomma, rispetto a inizio estate e anche a luglio (quando Macron convocò al Serraj e il suo oppositore interno, il generale Kalifa Haftar, spalleggiato dall’Egitto) ora il clima sembra un po’ cambiato, e comunque le diplomazie – ma soprattutto il presidente del consiglio, Paolo Gentiloni - hanno lavorato per riavviare un dialogo, specie nel momento in cui gli sbarchi sono decisamente calati a seguito degli accordi tra l’Italia e la Libia (sabato c’è stato un nuovo incontro tra il ministro dell’Interno, Marco Minniti, e i sindaci delle comunità libiche) e il varo di nuove disposizioni sulle regole di ingaggio in mare per le Ong.

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