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Dossier | N. 22 articoliWorkshop The European House 2017

Le Maire: serve un ministro delle Finanze Ue. l’11/9 a Roma per un compromesso su Fincantieri-Stx

Il ministro dell'Economia francese Bruno Le Maire (Olycom)
Il ministro dell'Economia francese Bruno Le Maire (Olycom)

In una conferenza stampa degna di una rock star fatta in piedi ad uso esclusivo delle tv più che per una riflessione ponderata, il ministro dell'Economia Bruno Le Maire ha rilanciato, senza molto tatto diplomatico vista la tensione dei rapporti tra i due paesi latini, l'asse franco tedesco al Forum Ambrosetti. Asse che punta a creare, ovviamente con il sistema intergovernativo, un'eurozona più forte. Si tratta solo di aspettare la formalità del 24 settembre, data delle elezioni tedesche, e poi si possono cominciare i giochi della riforma europea anche se i posti e le decisioni sono già state prese a Berlino e Parigi.

“In Italia vogliamo costruire con tutti i partner, specialmente con la Germania, un'eurozona più integrata. Vogliamo completarla e farla diventare più forte, come la Cina e come gli Usa” ha affermato a margine del Forum Ambrosetti di Cernobbio il ministro dell'Economia francese Bruno Le Maire. “Serve un fondo monetario europeo come l'Fmi e un ministro delle finanze a livello dell'eurozona che possa avere un ruolo chiave. Per essere forti c'è bisogno di convergenza e unità. Con la cancelliera tedesca Merkel - ha aggiunto - abbiamo parlato di una nuova eurozona ancora più forte, la collaborazione tra Merkel e Macron è molto stretta”.

Poi ricordandosi di essere in Italia ha aggiunto: ''L'11 settembre sarò a Roma per vedere Padoan e trovare un compromesso. siamo decisi a trovare una soluzione, spero entro fine mese'', sulla questione dei cantieri navali di Saint Nazaire e del dossier

Euro forte
Quello che non ha detto Le Marie è che vorrebbe essere lui il primo ministro delle Finanze dell'eurozona con la benedizione del presidente francese Emmanuel Macron che non gradisce più la sua presenza a Parigi. Quanto all'euro forte non pare preoccupare molto la platea del Forum ma nemmeno gli addetti ai lavori. “L'euro forte dipende anche dalla politica monetaria della Bce che i commissari europei non commentano. Ma abbiamo fiducia nella leadership e nella visione di Mario Draghi”. Cosi ha dichiarato il commissario Ue, Pierre Moscovici, a margine del Workshop Ambrosetti. “Quello che osservo - ha aggiunto - è che l'attuale livello dell'euro non è una minaccia per le imprese europee”.

Il sondaggio anti-austerity
Cernobbio boccia l'austerity. O meglio, l'austerity previste per l'Eurozona dal Fiscal Compact, l'insieme di regole che impongono forti correzioni ai bilanci dei Paesi indebitati. Nella giornata dedicata all'Europa il messaggio che arriva dal Forum Ambrosetti non lascia spazio a interpretazioni. Il 30,5% esprime un parere negativo e un ulteriore drappello, rappresentato dal 18,8% dei presenti, seleziona l'opzione ''molto negativo''.

Solo il 21,8% dei presenti da un giudizio positivo alle regole di bilancio che guidano l'Europa e un 25 per cento da un voto ''appena sufficiente''.
Non scalda il cuore dei presenti a Cernobbio nemmeno la domanda sulle prospettive future dell'Unione Europea. Ad esprimere una fiducia alta o altissima sono il 31,6% del presenti, mentre il gruppone principale non si sbilancia: il giudizio è medio o sufficiente rispettivamente per il 31 e il 18,7% dei partecipanti. Europessimisti, invece, il 18,2 dei partecipanti.

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