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Dossier Fincantieri: Padoan, non accetteremo quota sotto il 51% di Stx

Dossier | N. 22 articoliWorkshop The European House 2017

Fincantieri: Padoan, non accetteremo quota sotto il 51% di Stx

  • – di Redazione Online
Il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan (Ansa)
Il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan (Ansa)

Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan attende la nuova proposta sul dossier Fincantieri Stx che gli porterà la prossima settimana il ministro dell’Economia francese Bruno Le Marie ma ribadisce, intervistato dal Tg3- Rai a Cernobbio, che l’Italia non accetterà, per Fincantieri, una quota nei cantieri francesi inferiore al 51 per cento. «Ribadiamo che sarebbe un po' strano che un’impresa, Fincantieri, che ha acquisito i due terzi della proprietà di Stx si ritrovi a essere non in maggioranza: sarebbe difficile da giustificare. Detto questo vedremo cosa intende fare il governo francese» ha aggiunto sottolineando che «da parte nostra c’è tutta la volontà di continuare un dialogo di collaborazione con il governo francese e il ministro Le Mair».

Il ministro ha poi confermato l’arrivo di nuove stime sul Pil del Governo.
«I tecnici sono al lavoro, tra pochissime settimane ci sarà la nota di aggiornamento al Def che verrà presentata al Parlamento con le nostre nuove stime». Pier Carlo Padoan ha aggiunto che «è un lavoro complicato, al momento non possiamo anticipare» le cifre allo studio del Governo, ha spiegato ai giornalisti. Non disdegnando poi una metafora calcistica ha chiarito che «il Totti del governo è il presidente Gentiloni».

Padoan: ripresa ha sempre più una componente strutturale
La ripresa dell’economia italiana ha una forte componente ciclica ma sempre di più c’è una componente strutturale ha aggiunto il ministro. «La ripresa ha certamente una forte componente ciclica ma la componente strutturale va crescendo anche se è difficile individuarla nell’immediato». Padoan ha aggiunto di essere ottimista e sottolineato l’impatto positivo che ha avuto la politica economica.

Padoan: non c’è bacchetta magica, servono tante misure

Tuttavia «per ridurre gli squilibri bisogna avere una visione complessiva del Paese» ha spiegato Padoan analizzando le criticità che restano per la crescita in Italia. «Il problema di una crescita di lungo periodo non è un problema nuovo, o la produttività calante, ce lo portiamo avanti da un ventennio» ma questo «nasconde un problema più serio, gli squilibri, territoriali, di genere, di dimensione e istruzione».

Parlando davanti ad un pubblico di politici, imprenditori, uomini della finanza italiani ed europei il ministro ha ribadito che «Serve una politica globale per la crescita e la globalità basata sulle nuove idee. Non c’è bacchetta magica - ha puntualizzato - una singola misura che risolve. Qualcuno dice basta fare così, ma io non ci credo. Servono una serie di misure coerenti tra loro». Per il ministro servono investimenti, regolamentazione nuova, collaborazione tra scuola, università, ricerca e mercati finanziari in grado di accompagnare le scelte negli investimenti.

Padoan, sfruttare “finestra” o si torna indietro
«C’è una finestra di opportunità, c’è un clima politico ed economico che lo consente e se non la si coglie il Paese non sta fermo, va indietro» ha aggiunto. Non possiamo permetterci di perdere questa opportunità e «il Paese è
nelle condizioni migliori per sfruttarla, perché così si consolida un risultato. E qui entra in gioco l’elemento politico, il prossimo governo - al di là di quello che farà questo - dovrà proseguirlo in avanti».

La fine del Qe è uno stimolo per proseguire le riforme
Il ministro dell’Economia è intervenuto anche sul tema della politica monetaria europea. La fine del Quantitative easing da parte della Bce, ha sottolineato, deve essere lo «stimolo ad andare avanti con la politica delle riforme strutturali. Dalla fine del Qe - ha aggiunto - ci sarà qualche problema ma ci saranno anche aspetti positivi».

Padoan, riforma della finanza rafforzi economia reale
«La riforma del sistema finanziario deve avere come idea quella di rafforzare il sistema reale» ha spiegato il ministro dell’Economia ricordando che non solo il governo «dal lato bancario ha messo da parte focolai di crisi, con potenzialità sistemiche significative» ma ha anche introdotto «molte misure che complementano il credito per innovazione, con strumenti innovativi e non creditizi», dall’iperammortamento ai piani individuali di risparmio, fino ad industria 4.0.

Su Mps: l’uscita del Tesoro sarà legata alle prospettive industriali
Infine il ministro dell’Economia ha parlato del caso Mps. E lo ha fatto in un’intervista a Bloomberg tv. L’uscita del Tesoro dal capitale del Monte dei Paschi di Siena, ha spiegato Padoan, sarà legata alle prospettive industriali della banca toscana. «Ci aspettiamo che sia una banca in salute, una banca molto grande e questo saremmo il completamento del processo con cui il governo uscirebbe da Mps», ha detto il ministro del governo Gentiloni. L’andamento della banca, ha poi aggiunto, «è in linea», respingendo i timori di un calo ulteriore del titolo quando verrà riammesso alle contrattazioni. «Le azioni - ha detto - dovrebbero essere attraenti perché sono legate ad una banca che ora è molto molto solida in termini di requisiti di capitale ed è stata resa più efficiente dal piano di ristrutturazione attuato dal management».

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