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Dossier Padoan, ripresa «strutturale» che serve ai mercati

Dossier | N. 22 articoliWorkshop The European House 2017

Padoan, ripresa «strutturale» che serve ai mercati

Essere ottimisti, per un ministro dell'economia di un Paese come l'Italia che ha un ventennio di ritardi da recuperare soprattutto nella produttività calante, non è facile, non è scontato. Eppure proprio sul suo ottimismo Pier Carlo Padoan ha impostato il suo intervento di chiusura del workshop The European House - Ambrosetti a Cernobbio, sostenendo che la ripresa economia dell'Italia «ha una forte componente ciclica ma ha anche una componente strutturale che va crescendo». «Sono ottimista», ha scandito all'inizio del suo discorso: mettendo subito in chiaro la premessa, che il problema della crescita italiana di lungo termine non è un problema nuovo, il Paese se lo porta dietro da un ventennio e quindi risale a molto prima della Grande Crisi.

Questo ottimismo va ricercato nel miglioramento strutturale in corso dell'Italia, che è anche quello «al quale guardano di più i mercati» e le agenzie di rating e che richiede una visione di medio lungo termine che secondo il ministro c'è stata nelle ultime due legislature, dove i governi hanno messo a segno riforme strutturali importanti. I mercati che riconoscono i progressi strutturali portano al miglioramento del rischio Italia. «Gli squilibri territoriali, di genere, di dimensione, di istruzione vanno aggrediti - ha detto Padoan - ma con una visione. E questa visione, per il ministro, deve concentrarsi su una ripresa basata sull'innovazione, «innovazione non solo di nuovi prodotti ma anche nuovi processi, nuove regole, nuove norme», in linea con le esortazioni del presidente di Confindustria Vincenzo Boccia. Affidare la crescita a fattori demografici, per contro, non funziona in un Paese che al netto dell'immigrazione regredisce sotto quel profilo.

Padoan ha ricordato che la valutazione dei mercati sulla performance dell'Italia, dalla quale dipende lo spread e il rating, ha a che fare con il miglioramento dei fattori strutturali di lungo periodo: «e questo fa bene alla stabilità». Ed è per questo che il miglioramento della crescita e dell'occupazione deve anche essere accompagnato dalla politica di bilancio che si mantiene dentro il “sentiero stretto” confermando il mantenimento del surplus primario e mirando alla riduzione del debito/Pil, prima di tutto arrestandone la crescita e poi raggiungendone il calo «che richiede una crescita nominale alta».

«Non c'è silver bullet, non c'è la bacchetta magica», ha detto con vigore Padoan, che non crede nell'esistenza di “una” misura capace di risolvere tutti i problemi. Occorre un insieme di misure, una strategia e una visione globale. Così il ministro ha elencato di cosa ha bisogno l'innovazione: investimenti, una regolamentazione flessibile e nuova, “oltre a liberarci dalle vecchie norme”; capitale umano e quindi scuola, università e ricerca. E non da ultimo, l'innovazione ha bisogno dei mercati finanziari e di strumenti finanziari adeguati, «in grado di accomodare le scelte di investimento» volte all'innovazione.

Crescita ciclica, opportunità da cogliere
Padoan ha poi esortato il Paese a cogliere la finestra di opportunità di questo momento di crescita ciclica, perché «se non si coglie questa opportunità il Paese non sta fermo ma va indietro», in quanto il ciclo prima o poi finisce « e diventa un fattore negativo». «Non possiamo permetterci di perdere questa opportunità»: il cammino delle riforme strutturali che è stato avviato andrà proseguito dal prossimo governo.

L’incubo Npl si sta sciolgliendo

Tra le riforme strutturali messe a segno, Padoan non ha fatto un elenco ma oltre a menzionare l'importanza del Jobs Act ha sottolineato i progressi messi a segno sul fronte del sistema finanziario, sono stati spenti focolai che potevano avere implicazioni sistemiche, e i “NPLs, incubo delle notti dei finanzieri, si stanno lentamente ma decisamente sciogliendo grazie a meccanismi strutturali». Non da meno, per il ministro, sono le riforme sul fronte delle popolari, delle Bcc e delle fondazioni. I nuovi strumenti finanziari che sono stati messi in campo, come per esempio i PIR, avranno un impatto sulla crescita, mettendo in collegamento il risparmio e l'economia reale.
Quanto alla legge di bilancio in arrivo, Padoan ha assicurato che «non deve fare danni e deve rafforzare la strategia in corso». Le risorse restano “limitate” e l'occupazione giovanile resterà una “priorità alta”, come esortato da Confindustria.

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