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Pensioni, Ape volontaria da maggio 2017: è retroattiva

gentiloni ha firmato decreto

Pensioni, Ape volontaria da maggio 2017: è retroattiva

Decorre dal primo maggio 2017 il diitto ad accedere all'Ape volontaria che sarà retroattiva. Lo silegge nel testo del dpcm firmato questa mattina dal premier Paolo Gentiloni. «Coloro che hanno maturato i requisiti in una data compresa tra il primo maggio 2017 e la data di entrata in vigore del presente decreto possono richiedere, entro 6 mesi dall’entrata in vigore del presente decreto, la corresponsione di tutti i ratei arretrati maturati a decorrere dalla suddetta data di maturazione dei requisiti». Il decreto riguarda l'Anticipo pensionistico (Ape) volontario consente a chi lo desidera di andare via prima dal lavoro, dietro un prestito, purché abbia compiuto 63 anni. Il testo originale del provvedimento è stato rivisto, raccogliendo diversi dei suggerimenti avanzati dal Consiglio di Stato. La platea potenziale per l’Ape volontaria secondo le stime del governo sarà di 300.000 persone nel 2017 e di 115.000 nel 2018.

In attesa delle convenzioni
Va ricordato che devono essere ancora sottoscritte le convenzioni con Abi e Ania relative, rispettivamente, al prestito erogato al futuro pensionato per finanziare l'anticipo e alla polizza che copre il caso morte, a fronte del decesso del pensionato prima di aver completato il rimborso del finanziamento (il piano di ammortamento è di 20 anni, con possibilità di restituzione anticipata). I decreti per l’Ape social (disoccupati e disabili con almeno 63 anni e con ammortizzatori sociali esauriti) e per i lavoratori precoci con almeno 41 anni di contributi sono stato firmati invece dal premier lo scorso 22 maggio.

Rata insieme altri prestiti non può superare 30%pensione
Nella richiesta di finanziamento dell'Ape volontaria si dovrà tenere conto degli altri debiti pluriennali contratti, come ad esempio il mutuo per l'acquisto della casa. L'ammontare massimo della quota mensile di Ape ottenibile deve
essere tale - si legge nel decreto che disciplina l'Ape volontaria appena firmato dal premier, Paolo Gentiloni - da determinare una rata di ammortamento che, sommata ad eventuali altre rate per prestiti già contratti con ammortamento residuo superiore alla durata di erogazione dell'Ape, «non risulti superiore al 30% dell'importo mensile del trattamento pensionistico, al netto di eventuali rate per debiti erariali e di eventuali assegni divorziali».

Finanziamento supplementare se aumenta età pensione
Se durante il periodo nel quali si percepisce l'Ape volontaria aumentano i requisiti per l'accesso alla pensione (per esempio per l’adeguamento all’aspettativa di vita) si potrà chiedere un finanziamento supplementare (con
conseguente aumento della rata di ammortamento). Questo per evitare che ci sia un periodo (tra la fine dell'erogazione dell'Ape e il momento nel quale si andrà in pensione) senza nessuna entrata per il lavoratore. L'uscita dal lavoro con l'Ape volontaria, infatti, non dà diritto all'accesso alla pensione con i requisiti vigenti
in quel momento.

I requisiti per la richiesta
I capisaldi dello strumento sono già stati previsti con la scorsa legge di Bilancio.
Al momento della richiesta bisognerà avere almeno 63 anni di età, 3 anni e sette mesi di distanza massima dalla pensione di vecchiaia, 20 anni di contributi.

La rata per il prestito
Chi vorrà usufruire dell'anticipo pensionistico volontario pagherà una rata sulla pensione netta futura da un minimo del 2% fino al 5-5,5% medio annuo, ma il
valore netto sarà inferiore grazie al credito d'imposta previsto in legge di bilancio (che può arrivare fino al 50% dell'interesse sul finanziamento e sul premio). L'obiettivo sarebbe arrivare a un Taeg pari al 3,2 per cento.

La durata e le clausole del prestito
Il prestito viene erogato in rate mensili mentre all'età di vecchiaia l'Inps erogherà la pensione al netto della rata di ammortamento inclusiva di restituzione del capitale, interessi e assicurazione. Se il pensionato muore prima di aver finito di restituire il prestito l'assicurazione paga il debito residuo e l’eventuale reversibilità viene corrisposta senza decurtazioni. Dopo 20 anni dal pensionamento si completa la restituzione e la pensione torna al livello normale.


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