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Rapido 904, il giudice vicino alla pensione: «Stop per colpa della…

A 33 ANNI DALLA STRAGE

Rapido 904, il giudice vicino alla pensione: «Stop per colpa della riforma del processo penale»

Le modifiche apportate dalla riforma del processo penale che prevedono che, in caso di appello del pm contro una sentenza di proscioglimento, il giudice debba disporre una nuova istruttoria dibattimentale, rischiano di produrre «sostanziose problematiche per l’inevitabile ingolfamento dei processi a rito abbreviato, in un sistema, quale quello italiano, che già vede la fase d’appello costituire un imbuto nella formazione dell’arretrato». È quanto si legge in un articolo pubblicato su “Questioni Giustizia”, la rivista di Magistratura democratica, in merito alle disposizioni introdotte dalla riforma Orlando nell'articolo 603 del codice di procedura penale con il comma 3 bis.

Modifiche che in questi giorni hanno fatto molto discutere per i riflessi sul processo per la strage del rapido 904, che vede imputato Totò Riina come mandante.Il processo d’appello a Firenze deve ripartire da zero: dopo 33 anni dai 16 morti e 267 feriti sul Napoli-Milano nella galleria dell'Appennino, è stato rinviato sine die per la combinazione tra nuove norme penali e imminente pensionamento del presidente della Corte Salvatore Giardina. Lui dice: il processo salta per colpa della riforma.

Il ministero: riforma necessaria, il giudice interpreta
L’articolo, firmato da Paola Perrone, già Presidente di Sezione della Corte d’appello di Torino, non rappresenta la posizione ufficiale di Md, ma è stato pubblicato oggi sulla rivista dell’associazione che ospita interventi e spunti di confronto sui temi della giustizia. Una nota del ministero della Giustizia ricorda che «i lavori della Commissione ministeriale e i lavori parlamentari che hanno portato alla modifica dell’articolo 603 del Codice di procedura penale, univocamente vanno nel senso del recepimento dei già consolidati orientamenti della Corte europea e della Corte di Cassazione dai quali discende l'obbligo, in caso di appello del Pubblico Ministero, di rinnovare soltanto le prove dichiarative controverse. Una diversa interpretazione - conclude la nota - è rimessa alla discrezionalità e responsabilità dell’autorità giudiziaria che la assume».

Il giudice vicino alla pensione: il processo salta per colpa della riforma
Anche secondo Giardina il processo salta per colpa della riforma: «Il ministro Orlando manda gli ispettori a verificare il calendario delle udienze per il processo sulla strage del rapido 904? Eh vabbé - commenta in un’intervista a La Repubblica - . Ho fatto il calendario a giugno, prima che intervenisse la nuova legge. E non ho in dote la previsione del futuro», commenta il presidente, vicino alla pensione, della sezione di corte d’assise d’appello di Firenze. «Prima di decidere - continua il giudice, parlando della sua scelta di lasciare tutto in mano a chi lo sostituirà - dovevamo risentire solo i testimoni essenziali per la prova dichiarativa decisiva», mentre la riforma nel caso di appello del pm su una sentenza di assoluzione prevede «la riapertura dell’istruttoria completa di tutti i testi, passati così da 6 a un numero ben più elevato. Non si poteva fare prima che me ne andassi via».
La pensione anticipata? «Mi sono stancato - dice -. La Corte d’Appello è diventata un collo di bottiglia». Ai familiari delle vittime dice: «Rispetto il loro dolore, hanno la mia solidarietà. Dico loro che tutto si concluderà comunque tra pochi mesi. Il nuovo presidente verrà nominato in tempi brevi e fisserà il calendario velocemente, l’istruttoria a un certo punto sarebbe stata interrotta per il mio pensionamento, lasciando ora, invece, non ho azzerato nulla».

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