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Migranti, Gentiloni: ora possiamo chiedere alla Libia il rispetto delle…

LA VISITA A PRAGA

Migranti, Gentiloni: ora possiamo chiedere alla Libia il rispetto delle condizioni umanitarie

Nella foto il premier Paolo Gentiloni con il primo ministro sloveno Miro Cerar
Nella foto il premier Paolo Gentiloni con il primo ministro sloveno Miro Cerar

«Ci sono pareri diversi rispetto ai Paesi del gruppo Visegrad (Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria e Slovacchia, ndr) sul tema immigrazione: l’Italia ritiene che l’impegno sui rifugiati sia vincolante per tutti. Ma - ha sottolineato il premier Paolo Gentiloni nella conferenza stampa congiunta con il primo ministro ceco Bohuslav Sobotka - registriamo con interesse la disponibilità dei nostri amici della Repubblica ceca a collaborare sul piano della dimensione esterna della migrazione, come le operazioni in Africa e le operazioni in corso nel Mediterraneo». Il premier ha parlato anche dei migranti bloccati nei campi in Libia, dopo la lettera fortemente critica inviata dalla ong Msf. «L’allarme umanitario non solo lo condividiamo ma è uno dei nostri impegni maggiori da molto tempo e mi auguro che gli sviluppi che abbiamo avuto in queste settimane con le autorità libiche ci consentano di avere nei rapporti con la Libia la possibilità di chiedere e forse anche ottenere condizioni umanitarie che sei mesi fa neanche ci sognavamo di chiedere».

Gentiloni ha incontrato in mattinata il primo ministro sloveno Miro Cerar. A Lubiana ha sottolineato che tutti i paesi dell’Unione europea sono chiamati a rispettare la decisione della Corte europea, che ieri si è pronunciata contro Ungheria e Slovacchia: i due Paesi chiedevano di stoppare la ripartizione dei richiedenti asilo sbarcati in Italia e Grecia. Il sistema Ue di ricollocamento è stato avviato dopo due decisioni del Consiglio dell’Unione Europea a settembre 2015 che hanno stabilito il trasferimento di 160.000 richiedenti asilo dalla Grecia e dall’Italia verso altri Stati Membri dell’Unione.

L’Italia guarderà nei prossimi mesi il rispetto della decisione Ue
«La decisione della Corte Ue sui migranti - ha spiegato il premier al termine del vertice a Lubiana - è importante per l’affermazione di due principi: dal punto di vista del metodo, le decisioni vanno rispettate e nel merito il principio di solidarietà che era alla base della decisione presa sulla relocation, è stato confermato. Penso - ha aggiunto il capo del governo italiano - che le decisioni della Corte Ue debbano impegnare tutti i Paesi membri dell’Ue e a questo un Paese come l’Italia guarderà nei prossimi mesi perché le decisioni vanno rispettate». Nel pomeriggio Gentiloni incontrerà a Praga il primo ministro ceco Bohuslav Sobotka. La Repubblica Ceca è assieme all’Ungheria e alla Polonia contraria al ricollocamento dei migranti tra i partner Ue.

Il premier: i risultati sul contenimento dei flussi si vedono
Gentiloni ha parlato anche della riduzione degli sbarchi dalla Libia e difende la strategia Ue: «Con il primo ministro Cerar abbiamo affrontato anche la questione migratoria e con lui ho condiviso alcune delle valutazioni fatte alla fine di agosto a Parigi con alcuni dei leader dei principali paesi europei e africani. L’Italia - ha sottolineato - ha portato avanti negli ultimi mesi alcuni degli obiettivi che avevamo illustrato e condiviso con il Consiglio europeo a Malta a febbraio. I risultati si vedono».

Ora modificare gli accordi di Dublino
Ciò detto, occorre continuare in questa direzione. «C’è un grande lavoro da fare sulla revisione degli accordi di Dublino - ha concluso il premier -. La base tuttavia deve essere che quando l'Ue prende decisioni devono essere rispettate. Lo fa l'Italia, lo fa la Slovenia, lo facciano tutti i Paesi».

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