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Vaccini, Zaia sospende decreto di moratoria in Veneto

quesito al consiglio di stato

Vaccini, Zaia sospende decreto di moratoria in Veneto

La Regione Veneto ha sospeso temporaneamente il decreto di moratoria di due anni per l'applicazione delle norme sui vaccini. E ha richiesto che venga portato al Consiglio di Stato il quesito sollevato riguardo ai tempi di applicazione per le iscrizioni dei non vaccinati da 0 a sei anni negli asili nido e scuole di infanzia. Lo ha annunciato il governatore del Veneto Luca Zaia dopo aver ricevuto una lettera del direttore generale della sanità veneta, Domenico Mantoan, che comunica la
sospensione della moratoria ribadendo “l'interpretazione” data dal Veneto, che prevede un moratoria fino al 2019 per i bambini dai zero ai sei anni già iscritti agli asili o scuole d'infanzia privi di vaccinazione. Interpretazione non condivisa dal ministero.

La decisione è stata presa dal governatore leghista Luca Zaia a seguito della lettera con cui le ministre Valeria Fedeli e Beatrice Lorenzin hanno chiesto allo stesso Zaia di rivedere la sua posizione. E dopo l’appello nella stessa direzione rivolto al presidente del Veneto dai capigruppo di Forza Italia alla Camera e al Senato. Il governo era pronto a formalizzato un ricorso del governo contro il decreto del Veneto.

Soddisfazione di Lorenzin e Fedeli
«Apprendiamo con soddisfazione la decisione del Veneto di allinearsi alla normativa nazionale» è il commento a stretto giro della ministra della Salute, Beatrice Lorenzin in seguito alla decisione della Regione di sospendere l'esecuzione del decreto con cui veniva concessa una moratoria di due anni
per la presentazione della documentazione vaccinale da parte dei genitori. «La legge è chiara e va rispettata.
Sono soddisfatta perciò della decisione della Regione Veneto di sospendere il decreto di moratoria di due anni per l'applicazione delle norme sui vaccini» le ha fatto eco la Ministra dell'Istruzione e della Ricerca Valeria Fedeli.

Veneto ricorre a Consulta anche per legge
Contemporaneamente però la giunta regionale del Veneto, che aveva presentato mesi fa un ricorso contro l'allora decreto legge sui vaccini obbligatori, ha impugnato davanti alla Corte Costituzionale anche la legge di conversione dello stesso decreto firmato dai ministri Lorenzin e Fedeli. Il ricorso, che era stato preannunciato dal governatore Luca Zaia in occasione del primo provvedimento e che di fatto è un passaggio necessario dopo che il decreto è diventato legge, riprende molte delle indicazioni contenute nel primo atto ma le aggiorna alla luce delle modifiche al decreto apportate in sede parlamentare. Al centro della richiesta di incostituzionalità della legge, come riporta la stampa locale, l'assenza di elementi che possano giustificare una decretazione d'urgenza che
impone una decina di vaccinazioni; la mancanza di considerazione della copertura delle spese per avviare le campagne vaccinali obbligatorie, che per il Veneto comporterebbe una spesa aggiuntiva di 13,9 milioni di euro.Nel ricorso anche la richiesta alla corte di sospensiva degli effetti della legge.

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