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Grillo: a 10 anni da V-Day M5S a un passo da traguardo

il decennale a trieste

Grillo: a 10 anni da V-Day M5S a un passo da traguardo

«In dieci anni ci sono state emozioni, eventi straordinari, traguardi spettacolari, scoramenti, addii, vittorie, sconfitte, lutti, incazzature, gioie. Eppure siamo
ancora qua, più forti di prima, e forse a un passo da un altro traguardo storico». Lo ha scritto in un post sul blog Beppe Grillo ricordando il decennale del V-Day. «Oggi non voglio pensare al futuro. Oggi voglio cullarmi nei ricordi. Fu un giorno memorabile. L'inizio di un'onda che ancora oggi non ha arrestato
la sua corsa», ha sottolineato il leader del M5s che non nasconde l’ambizione del Movimento di vincere prima le elezioni regionali siciliane a novembre e poi le elezioni politiche di primavera.

Di Maio: governo possibile ma restare uniti
«Dieci anni fa eravamo un sogno, oggi siamo una solida realtà. Abbiamo migliaia di attivisti in tutta Italia, abbiamo migliaia di eletti nelle amministrazioni e governiamo 46 città. Siamo dentro la Camera, il Senato e in Parlamento europeo. E abbiamo fatto la differenza in questi anni e in più occasioni. Ma non basta. Il nostro obbiettivo a dieci anni dal V Day è andare al governo del Paese ed è un obiettivo a portata di mano. L'importante è che rimaniamo uniti» ha scritto, in un post su FB, il vice presidente della Camera M5S Luigi Di Maio, che conclude oggi a Trieste il decennale del V-Day di Bologna (la prima iniziativa politica a livello nazionale del M5s, tenutasi l'8 settembre 2007 per raccogliere le firme per una legge di iniziativa popolare sui criteri di candidabilità ed eleggibilità dei parlamentari, ndr). Una celebrazione accompagnata da un convegno sulla piattaforma Rousseau.

L'evento di Trieste fa da apripista alla kermesse M5s di Rimini del 22 settembre che si concluderà il 24 settembre con l’incoronazione del candidato premier. A Trieste c’è anche Davide Casaleggio, insieme a diversi “big” come Nicola Morra e Laura Castelli. Mancano, invece, i due “pezzi da 90” che potrebbero sfidare Di Maio nelle primarie online, le cui regole sono ancora in via di definizione: Alessandro Di Battista e Roberto Fico, quest’ultimo considerato il leader dell’ala ortodossa del Movimento, finora rimasto in silenzio.

Casaleggio: candidato premier sarà scelto da iscritti
Davide Casaleggio, in un'intervista al Corsera, ha smentito qualsiasi intoppo sulle regole per le primarie online. «Si sta procedendo nei tempi giusti - ha detto - gli stessi utilizzati anche nelle altre votazioni, come quelle per i sindaci», ha precisato il figlio del 'guru' del Movimento: «La scelta del candidato spetterà agli iscritti». Una cosa, quindi, è certa: a votare alle primarie saranno solo gli iscritti certificati. Iscritti ai quali è arrivata una mail in cui si chiede, per accedere alla piattaforma Rousseau, di inserire, oltre ad indirizzo di posta elettronica e password, anche un codice inviato via sms. Si tratta, di fatto, della prima misura varata dai vertici per “blindare” la Rete dopo gli attacchi informatici. L'incubo di un hackeraggio nel bel mezzo delle votazioni per le primarie ha attraversato tutta l'estate pentastellata dopo il doppio attacco di inizio agosto.

Ma quella di oggi è stata anche la giornata di Nicola Biondo (ex capo comunicazione M5s alla Camera) e Marco Canestrari (ex dipendente della Casaleggio Associati), i due autori di “Supernova”, libro inchiesta in cui, attraverso le loro testimonianze e le parole di alcuni “insider”, i due “ex M5s” fanno a pezzi gli ultimi anni del M5S, raccontando le faide tra pragmatici e ortodossi e puntando il dito proprio contro l’ascesa di Luigi Di Maio. Canestrari, in particolare, si sofferma sull'aspetto della Rete. «M5S è l'unico partito di un certo consenso - evidenzia - che non è titolare dei propri processi democratici, che fanno capo ad un'associazione privata che è l'associazione Rousseau. Ciò significa che i gestori della piattaforma sono gli unici che possono conoscere i dai contenuti, comprese le votazioni. Anche i parlamentari votano sulla piattaforma e quindi questi tecnici sanno chi tra i parlamentari ha votato pro o contro un punto del programma».

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