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Pisapia: basta col fuoco amico o farò passo indietro

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Pisapia: basta col fuoco amico o farò passo indietro

«Deve essere chiaro a tutti che possiamo vincere solo se supereremo le divisioni fra noi. Io sono e resto in campo per questo, per fare di tutto affinché una sintesi si trovi e il centrosinistra vinca. Ma non ho nessun problema a fare un passo indietro o anche di più. La mia professione, che si occupa di diritto e di diritti, continua ad appassionarmi. Mentre proprio non mi appassiona la politica urlata, l'insulto degli avversari e, ancor meno, il “fuoco amico”». Così Giuliano Pisapia, in relazione alle recenti dinamiche interne all’universo della sinistra “non renziana”.

Il nuovo soggetto non farà parte di un listone
«Di fare il leader non avevo nessuna intenzione. Me l'ha chiesto in particolare Articolo 1 ai suoi più alti livelli. Non ho alcun interesse personale, non cerco ruoli o poltrone», dice l’ex sindaco di Milano in un’intervista al Corriere della sera, e «voglio essere chiaro: il nuovo soggetto politico alle elezioni non farà parte di un listone», ed è «offensivo» dire «che Campo progressista possa accogliere un'eventuale richiesta di avere “nelle liste Pd alcuni posti più o meno blindati”».

La manovra non può essere a scatola chiusa
Parlando della Sicilia, spiega di aver fatto «un ultimo, disperato tentativo» di far parlare Micari con Fava, poi Ap si è schierata col rettore: «una coalizione non civica, né tanto meno di centrosinistra, come era stato prospettato», «si poteva fare di più», per evitare la sconfitta. Di Gentiloni, Pisapia dice che «interpreta la leadership in modo molto sobrio e solido», ma «la manovra non è, e non può essere, un aut aut a scatola chiusa» ed «è importante che si faccia di tutto, ma davvero di tutto, per approvare alcune leggi, tra cui lo ius soli temperato e il biotestamento. Perché se vinceranno le destre non saranno mai approvate». E Minniti? «È vero che sono diminuiti gli sbarchi, ma non possiamo ignorare le migliaia di profughi che sono nei campi libici in condizioni disumane, sottoposti a torture e violenze».

Rossi: costruire subito forza di sinistra
«Costruire subito una forza seria di sinistra, alternativa al Pd. Il dibattito sulla leadership, Pisapia si/Pisapia no, ha già stancato la maggioranza dei nostri militanti e dei potenziali elettori. Ora si deve convocare l'assemblea nazionale costituente di una nuova forza politica di sinistra ed eleggerne democraticamente i delegati per decidere il profilo ideale e programmatico». Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana e fondatore di Articolo Uno - Mdp, interviene nel dibattito in corso sulla propria pagina Facebook. «L'importante è l'unità di tutte le forze a sinistra del Pd. Un sondaggio oggi su Repubblica conferisce l'8,2 alla somma di Mdp, Sinistra Italiana, Campo progressista. E non siamo ancora nati. A giugno lo stesso sondaggio ci attribuiva 9,5. Aspettare, tergiversare, avvitarci in una inconcludente e noiosa discussione personalistica non serve, anzi - dice Rossi - ci logora e allontana da noi i tanti che ci guardano con speranza. Il tempo sta per scadere. Dobbiamo subito metterci al lavoro. L'Italia, i giovani, i lavoratori, i precari e i disoccupati, i ceti medi in difficoltà hanno bisogno di una forza seria e di sinistra».

Stumpo plause a Pisapia, avanti con costituente
Plaude a Pisapia l’esponente del coordinamento nazionale di Articolo Uno - Mdp Nico Stumpo. «Con i problemi che il Paese ha di fronte a sé occorre al più presto che la forza progressista che tutti abbiamo in mente si dia velocemente un profilo e un programma chiari». Per Stumpo «Pisapia ha ragione da vendere, e non avevo alcun dubbio che così fosse, quando parla delle aspettative che questo progetto sta suscitando tra tanti elettori di centrosinistra, tra molti dirigenti sindacali o volontari delle associazioni più diverse. Ed è perciò che pensiamo si debba proseguire sulla via della costituente in modo da dare vita alla forza politica progressista capace di ricreare un centrosinistra di governo».

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