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Vaccini, concorsi, Invalsi: le novità dell’anno…

IL PRIMO GIORNO IN CLASSE

Vaccini, concorsi, Invalsi: le novità dell’anno scolastico 2017-18

ROMA - Il primo adempimento per famiglie e studenti all’avvio del nuovo anno scatterà a nidi e materne: entro lunedì, infatti, i genitori dovranno dimostrare di essere in regola con i nuovi obblighi vaccinali (sarà sufficiente anche autocertificare di aver prenotato alla Asl le vaccinazioni non ancora ricevute - dalla primaria in su la documentazione va presentata entro il 31 ottobre - la deadline è il 10 marzo per chi ha prodotto l’autocertificazione).

Il nuovo anno che prenderà avvio, a seconda della regione, da lunedì e fino al 15 settembre (la prima campanella è suonata già il 5 settembre a Bolzano) prevede poi una serie di novità per gli 8 milioni di ragazzi (le paritarie saranno frequentate da un milione di studenti) e per gli oltre 800mila insegnanti (di ruolo e supplenti).

Nuove regole per gli esami
Partiamo dai primi. Per gli alunni di primarie e medie entrano, infatti, in vigore le nuove regole su valutazione ed esami di Stato, contenute nei decreti attuativi della legge 107 e attuate, sul fil di lana, dalla ministra, Valeria Fedeli. Alle “ex elementari” si potrà bocciare solo «in casi eccezionali» e con «decisione unanime dei docenti della classe»; in tutto il primo ciclo l’ammissione alla classe successiva sarà possibile anche in caso di «insufficienze» in una o più discipline (le scuole dovranno però attivare percorsi di supporto per colmare le lacune - alle medie resta la necessità di dover frequentare almeno i tre quarti del monte ore annuale).

Come cambia la prova di terza media
L’esame di terza media, in calendario a giugno 2018, subisce poi un restyling. Si asciuga: da 5 a 3 prove scritte (italiano, matematica, lingue straniere), più il colloquio orale. La prova nazionale Invalsi resta, ma si svolgerà nel corso dell’anno, e per la prima volta riguarderà non più solo matematica e italiano, ma anche l’inglese (nei prossimi giorni le scuole riceveranno una circolare operativa).

Le novità per le superiori
Per i ragazzi delle superiori l’alternanza obbligatoria conquista le quinte classi, andando così a regime (interesserà 1,5 milioni di giovani - entro fine mese è prevista anche la pubblicazione della Carta con i diritti e doveri che dovranno rispettare i giovani in formazione in azienda). Ci sono risorse in più per ampliare le borse di studio finalizzate all’acquisto di materiale didattico, trasporti, accesso a beni di natura culturale (il più volte annunciato esonero totale dal pagamento delle tasse scolastiche, in base all’Isee, decollerà invece nel 2018/2019 con le quarte superiori). Anche le modifiche all’esame di maturità scatteranno il prossimo anno scolastico (il 20 giugno non cambierà quindi nulla per gli attuali maturandi); e sempre nel 2018/2019 inizierà l’innovativa sperimentazione in 100 prime classi di tutta Italia delle superiori a quattro anni (fino a oggi l’abbreviazione del percorso di studi ha interessato appena 12 istituti secondari di secondo grado).

Cosa cambia per gli insegnanti
Per gli insegnanti (in attesa del rinnovo del contratto nazionale - qui la partita entrerà nel vivo con la legge di Bilancio) la novità principale è la modifica alle regole d’accesso alla cattedra nella secondaria (si dice addio alle vecchie, e onerose, abilitazioni). Ai nuovi concorsi - il primo è atteso già nel 2018 - potranno accedere i laureati, a patto che abbiano conseguito 24 crediti universitari in settori formativi psico-antropo-pedagogici o nelle metodologie didattiche. Dopo la selezione si entrerà in un percorso triennale subito teorico-pratico. I concorsi verranno banditi con cadenza biennale e su tutti i posti effettivamente disponibili. Nel 2021 dovremmo vedere finalmente i primi giovani prof nelle scuole (l’obiettivo è svecchiare un po’ l’attuale organico docenti: si pensi che solo 5.500 insegnanti - dei 738mila a tempo indeterminato - hanno meno di 30 anni).

Concorso per i presidi
Nei prossimi giorni dovrebbe poi essere emanato l’atteso concorso per 2mila presidi (quest’anno, intanto, inizia con il record di 1.700 istituti affidati a un “reggente”). Bisognerà invece aspettare almeno l’autunno, e il completamento di immissioni in ruolo e spostamenti, per sapere se davvero le supplenze “lunghe” riusciranno a scendere sotto quota 100mila (se così fosse, sarebbe un’altra notizia).

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