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Consip, nuova contestazione per il capitano del Noe Scafarto

procura di roma

Consip, nuova contestazione per il capitano del Noe Scafarto

Nuova contestazione per il capitano del Noe, Gianpaolo Scafarto, già accusato di aver manipolato una informativa Consip per «incastrare Tiziano Renzi». Stando alla Procura di Roma, l'’investigatore avrebbe passato informazioni a un giornalista de La Verità, Giacomo Amadori. Anche per questo domani Scafarto sarà nuovamente interrogato dal procuratore aggiunto Paolo Ielo e dal sostituto Mario Palazzi, che indagano sulla Centrale acquisti della Pa. Scafarto, come detto, è già sotto procedimento per aver commesso cinque falsi nell'informativa investigativa sulla Consip.

La posizione di Scafarto
Proprio Scafarto – nella iniziale delega d'indagine ricevuta dai pm di Napoli Henry John Woodcock e Celeste Carrano – ha costruito il castello accusatorio più delicato di questo procedimento, a fine dicembre stralciato per competenza alla Procura di Roma. Si tratta di tutte quelle accuse che hanno portato la magistratura a iscrivere nel registro degli indagati il padre del segretario del Partito democratico (con l'ipotesi di concorso con l'imprenditore Carlo Russo di traffico di influenze illecite) e il ministro Luca Lotti per rivelazione del segreto d'ufficio in concorso con il comandante generale dell'Arma Tullio De Sette e col comandante della Legione Toscana Emanuele Saltalamacchia.

L'intercettazione manipolata
Il 6 dicembre 2016 gli inquirenti captano una intercettazione negli uffici della Romeo Gestioni. Negli atti si legge che Romeo discute con Francesco Roscigno, affermando «Renzi l'ultima volta che l'ho incontrato…». Eppure nei brogliacci scritti dai collaboratori dello stesso Scafarto quell'affermazione risulta correttamente riportata: a pronunciarla è stato Italo Bocchino, non Romeo, che faceva riferimento a un possibile incontro di natura politica. Il capitano, dunque, avrebbe volutamente manipolato questa intercettazione. Tanto da finire nell'informativa del 9 gennaio con un'analisi: «Questa frase assume straordinario valore e consente di inchiodare alle sue responsabilità Tiziano Renzi in quanto dimostra che effettivamente il Romeo e il Renzi (Tiziano, ndr) si siano incontrati».

11 indagatinella maxinchiesta
L'intero procedimento conta complessivi 11 indagati. Tra loro figura anche l'amministratore delegato di Grandi Stazioni spa Silvio Gizzi per un presunto tentativo di turbativa d'asta. La posizione dell'ad di Grandi Stazioni è illustrata – in parte – in alcune informative che fanno riferimento a sospetti rapporti con Carlo Russo, già indagato per traffico di influenze illecite col padre del segretario del Partito democratico, per aver tentato di favorire in Consip l'imprenditore partenopeo Alfredo Romeo. Stando ai documenti, risulterebbe un incontro, il 21 settembre 2016, tra Gizzi e Russo, nelle vicinanze della Stazione Termini di Roma. Pochi minuti davanti a un bar, per far sorgere un sospetto. Particolare che sarebbe stato chiarito da successive conversazioni telefoniche intercettate tra Russo e Romeo, i quali parlavano di Gizzi e di un appalto da vincere con Grandi Stazioni.

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