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Juve, Napoli e Inter in testa a un campionato spezzato in due

CONTROPIEDE

Juve, Napoli e Inter in testa a un campionato spezzato in due

(Ansa)
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I giudizi espressi dopo soli tre turni di campionato vengono spesso smentiti nel corso della stagione, ma per quanto visto finora non sembra un azzardo parlare di una Serie A spezzata in due tronconi. Forse in tre, considerando le squadre destinate alla retrocessione. Tuttavia i due grandi blocchi che sono ben delineati comprendono da un lato chi lotterà per un posto nelle Coppe europee, dall'altro chi sicuramente non lo farà. Chi appartiene al primo gruppo, salvo sorprese, sarà destinato a fare risultato contro le avversarie del gruppo più debole, costruendo di fatto la propria classifica negli scontri diretti. Chi appartiene al secondo avrà sorte analoga, perdendo praticamente tutte le partite con le squadre più forti (salvo rare eccezioni) e giocandosela con le pari livello.

Nel primo gruppo ci sono Juventus, Inter, Napoli, Roma, Lazio, Milan e Fiorentina. Forse, e ripeto forse, potrebbe esserci il Torino. Da qui usciranno la vincitrice del campionato (favorita numero uno la Juventus), e le aventi diritto alla prossima Champions. Con Juventus, Roma, Napoli e Inter che sembrano essere meglio attrezzate. Nel secondo gruppo ci sono tutte le altre. Come dicevo è troppo presto per avere le idee chiare sullo sviluppo della stagione, ma un dato certo c'è: le più forti hanno aumentato il divario rispetto alle altre. Di molto. Quindi di fatto dobbiamo prepararci ad assistere a due campionati distinti.

La Juventus che ha distrutto il Chievo (3-0 casalingo) ha fatto la differenza scavando un solco abissale dopo l'ingresso in campo di Paulo Dybala. La qualità dei singoli, in assenza di un gioco ben costruito, costituisce un limite invalicabile per chi non ha grandi giocatori nella propria rosa. I bianconeri per l'ennesima volta si misureranno con l'ostacolo della Champions: già martedì 12 settembre al Camp Nou contro il Barcellona si potrà iniziare a misurare le reali ambizioni degli uomini di Allegri, anche se il passaggio del turno e la qualificazione alla fase a eliminazione diretta sembra essere un dato acquisito per entrambe le squadre. Che di conseguenza non è detto che si dannino l'anima negli scontri diretti.

L'Inter di Spalletti batte 2-0 la Spal, che nelle prime due giornate aveva messo in carniere 4 punti e che ha giocato una buona gara anche a San Siro. Dal punto di vista del gioco i nerazzurri non hanno brillato, facendo un po' meno bene di quanto visto nelle prime due gare. Ma è doveroso sottolineare che, tutto sommato, il pallone gira finalmente con un senso compiuto dopo la confusione degli ultimi anni, e quando finisce nella porta avversaria lo fa a coronamento di azioni ragionate e non per caso. Merito di Spalletti, senza dubbio, che ha collocato i giocatori nelle giuste posizioni del campo, considerato che non ha a disposizione Pelé che poteva giocare in tutti i ruoli, portiere incluso.

Il Napoli a Bologna gioca un primo tempo tutto sommato modesto, almeno per la qualità alla quale ci hanno abituati gli uomini di Sarri. Se i padroni di casa avessero segnato due gol, non ci sarebbe stato niente da dire.

Così come se ne avessero fatto un altro nella ripresa. Invece, sempre a proposito di qualità diversa, a segnarne tre sono i partenopei. Che vincono giocando male, ma le annate migliori sono proprio quelle dove si ottengono i tre punti senza meritarli. Risultato bugiardo, ma la classe (calcistica) è tutta dalla parte del Napoli.

Bene la Lazio, che di fatto riprende il filo di un discorso interrotto bruscamente, nelle ultime fasi dello scorso campionato, solo per tentare di inseguire la vittoria (poi mancata) nella Supercoppa Italiana. I biancocelesti di Inzaghi sanno cosa fare, e senza essere fenomeni lo fanno bene. Per questo motivo impongono il primo e duro stop al Milan, che ne prende 4 (a uno) all'Olimpico. Montella dovrà lavorare molto perché il materiale che ha a disposizione sarà più che sufficiente, come scritto a inizio articolo, per battere le più deboli. Ma rischia di essere del tutto inadeguato negli scontri diretti: il punto debole è soprattutto la difesa, dove anche un giocatore come Bonucci finisce per produrre prestazioni indecenti come quella di oggi. Un conto è far parte di un meccanismo rodato come quello della Juventus, un altro è dover cantare e portare la croce come è costretto a fare nel reparto arretrato del Diavolo. Al momento gli uomini di Montella sembrano muoversi in modo autonomo, slegati uno dall'altro. E contro attaccanti rapidi come quelli della Lazio non è un difetto sostenibile.

La Fiorentina ne rifila 5 (a zero) al Verona, ma è solo la conferma della diversa dimensione di chi lotta per un posto in Europa rispetto a chi gioca nelle retrovie. La sensazione è che quest'anno risultati di questo tipo saranno tutt'altro che una rarità.

La Roma avrebbe dovuto giocare in casa della Sampdoria (e non sarebbe stato difficile pronosticare una larga vittoria per i giallorossi) ma la partita è stata rinviata a causa del maltempo e dell'allerta meteo su Genova.

Dicevo prima del Torino, che potrebbe ambire ad entrare nel lotto delle pretendenti all'Europa. La vittoria al 93esimo contro il Benevento, 1-0 in trasferta, conferma che la squadra lotta fino all'ultimo minuto di gioco, caratteristica non proprio diffusa nel nostro campionato. Se i granata riusciranno a restare in corsa fino alla fine del girone di andata potrebbero essere un cliente scomodo per la Fiorentina, che rispetto allo scorso anno si è sicuramente indebolita.

Registro per la cronaca tre vittore. Prima, quella dell'Atalanta sul Sassuolo (2-1): sarà difficile trovare i bergamaschi nelle stesse posizioni dello scorso anno, anche se l'augurio di cuore è che possano ripetersi e soprattutto fare un buon percorso in Europa. Seconda, quella del Cagliari che batte 1-0 il Crotone, con i calabresi che al prossimo turno ospiteranno l'Inter. Terza, quella dell'Udinese sul Genoa (1-0) con i grifoni in chiara difficoltà fin dalle prime battute della stagione.

In attesa delle Coppe europee, anche se le prime fasi sono spesso bugiarde dentro e fuori dai confini nazionali, buon campionato a tutti.

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