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Le alleanze in Europa su Industria 4.0 e Cina aiutano il dialogo

confronto italia-francia

Le alleanze in Europa su Industria 4.0 e Cina aiutano il dialogo

Il caso Fincantieri-Stx assorbe ormai da mesi gran parte delle energie delle due diplomazie economiche. Ma basta la sequenza degli eventi e degli appuntamenti ufficiali in agenda per capire che sull’asse Roma-Parigi si incrociano almeno altre quattro partite. In tre casi - G7 sull’Industria, riforma dell’antidumping e investimenti diretti dei Paesi extra Ue - si tratta di snodi cruciali per la politica industriale europea. In un altro caso (Tim-Vivendi) di un dossier decisivo per il settore privato delle telecomunicazioni dei due Paesi.

Considerando quello di ieri, in poco più di due settimane si saranno svolti almeno tre incontri importanti tra i due governi. E si saranno consumati due passaggi determinanti, a Strasburgo e a Bruxelles, sulle proposte comuni in relazione alla politica commerciale e ai rischi di strategie unfair della Cina. Una trama complessa, che vede in qualche modo Roma e Parigi “litiganti” su alcuni fronti e alleate su altre.

Il vertice di ieri sul caso Fincantieri tra il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda e il loro omologo francese Bruno Le Maire ha aperto la fase più calda. Il 25 e 26 Calenda e Le Maire (che va ricordato concentra le deleghe su economia, finanza, industria, commercio) si rivedranno poi a Torino, dove è in programma il G7 “Ict e Industria”. Insieme agli altri ministri parleranno del coordinamento delle varie piattaforme nazionali per Industria 4.0 (in Francia “Industrie du Futur”) e su come coinvolgere sempre di più le Pmi nella trasformazione abilitata dalle tecnologie digitali e dai nuovi processi di produzione guidati dai dati e dalla robotica avanzata. Ed è possibile che tra i due ministri ci sia anche un bilaterale.

Il ministro dell'Economia francese Bruno Le Maire lascia il ministero dell' Economia

Il 27, a chiusura del summit di Torino, la partenza per la non lontana Lione dov’è in programma il vertice Francia-Italia presieduto da Macron e Gentiloni, da molti ritenuto l’appuntamento decisivo per chiudere un periodo di «malintesi» (come li ha definiti Le Maire) o, meglio, di divergenze e tensioni anche piuttosto evidenti. Si parte dal caso Fincantieri-Stx passando per le incertezze sull’Alta velocità Torino-Lione e arrivando al ventilato esercizio del «golden power» su Tim-Vivendi, per quanto in quest’ultimo caso, fanno notare dal governo, non ci sono scambi diplomatici perché la controparte dell’Italia è un gruppo privato e il governo francese (almeno per le vie ufficiali del protocollo) non ha voce in capitolo.

Per la data del 27 alcuni punti fermi sugli interessi comuni potrebbero comunque già essere stati messi. Ieri, intanto, si sono poste le basi per l’alleanza nella cantieristica. Il 25 settembre sarà invece un giorno chiave per Tim-Vivendi. Il gruppo di coordinamento di Palazzo Chigi dovrebbe chiudere l’istruttoria sull’eventuale omessa notifica da parte del gruppo francese in merito alla «direzione e coordinamento» di Tim. E, per il 27 settembre, le stesse iniziative sulla politica commerciale per frenare la Cina saranno probabilmente arrivate a una definizione.

Roma (con grande determinazione) e Parigi (con molta più tiepidezza a dire il vero) sperano che il Parlamento europeo vinca il suo braccio di ferro con la Commissione Ue per non allentare le regole antidumping nei confronti della Cina e proprio oggi su questo tema è in programma un incontro chiave a Strasburgo.

Calenda e il suo collega Le Maire sono anche tra gli artefici insieme alla Germania della proposta alla Commissione Ue di un controllo rigoroso e di un filtro agli investimenti predatori condotti da imprese di Paesi terzi (vedi la Cina) allo scopo di sottrarre tecnologia e know how. E proprio domani il presidente Juncker dovrebbe annunciare un vademecum della Commissione in questo campo. Il calendario in un certo senso dà una mano. In due giorni, se andrà bene, Italia e Francia potrebbero incassare da alleati due successi di profilo europeo, per poi vedersi a Lione per provare a chiudere i «malintesi» sui grandi dossier bilaterali.

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