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Caso Regeni, scomparso al Cairo il consulente della famiglia

Domani Gentiloni al Copasir

Caso Regeni, scomparso al Cairo il consulente della famiglia

La famiglia Regeni
La famiglia Regeni

Irene Regeni, sorella di Giulio, il ricercatore italiano ucciso in Egitto, ha scritto un tweet: «Giulio, tappati gli occhi e non ti preoccupare, noi non ci arrendiamo».
Lo ha fatto dopo l’articolo del quotidiano 'la Repubblica' che oggi dà conto della scomparsa dell'avvocato egiziano Ibrahim Metwaly, consulente legale della famiglia Regeni al Cairo. L’uomo è stato fermato all'aeroporto dove si doveva
imbarcare su un aereo diretto a Ginevra dove doveva partecipare a una conferemza delle Nazioni Unite sui diritti umani.

Domani audizione Gentiloni al Copasir
Il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, sarà ascoltato martedì 12 settembre in audizione al Copasir. Il premier, che ha mantenuto per sè la delega all'intelligence, riferirà su tutti aspetti che riguardano le minacce alla sicurezza nazionale e l'organizzazione dei servizi. Nel corso dell'audizione verranno chiesti a Gentiloni chiarimenti sulla vicenda Regeni.

Ad accrescere le polemiche è stata un'inchiesta del New York Times che ha riferito come, successivamente al ritrovamento del corpo, l'amministrazione Obama diede al governo Renzi «prove esplosive» sul coinvolgimento dei servizi egiziani nell'omicidio
del ricercatore, circostanza subito smentita da Palazzo Chigi. Su questo tema vuole vederci chiaro anche il Copasir che sul tema vorrà sentire la versione di Gentiloni, all’epoca ministro degli esteri del governo Renzi.

Ambasciatore italiano torna al Cairo il 14 settembre
Intanto dal 14 settembre l’Italia avrà di nuovo un ambasciatore al Cairo, dopo il ritiro nell'aprile del 2016 di Maurizio Massari come ritorsione per l'omicidio di Regeni. Giampaolo Cantini si occuperà dell' “intero spettro” dei rapporti bilaterali. «Sono tanti gli ambiti di partenariato tra Italia e Egitto che sarebbe controproducente comprimerli o eliminarli», ha sottolineato il ministro degli Esteri Angelino Alfano nel corso dell’informativa alle Camere dello scorso 4 settembre. In ballo non ci sono solo Libia, migranti, terrorismo ma anche contratti, imprese e commercio. Ma la priorità del diplomatico, ha garantito il titolare della Farnesina, sarà il dossier sul ricercatore italiano torturato e ucciso un anno fa.

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