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Borse, espansione in Russia e Germania per Anna Virgili

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Borse, espansione in Russia e Germania per Anna Virgili

Il brand marchigiano Anna Virgili si prepara a sbarcare all’estero con la stessa formula che in tre anni ha permesso di raddoppiare negozi, dipendenti e fatturato in Italia: borse e valigeria uomo e donna di qualità e design, made in Italy al 100% e con il giusto prezzo.

«Abbiamo messo a frutto la nostra trentennale esperienza nel settore per coprire la fascia media del mercato, quella che con la crisi della pelletteria è stata dimenticata, perché si è accentuata la polarizzazione tra il basso di gamma e i grandi marchi, che hanno spinto i prezzi verso l’alto», spiega Ermanno Gaetani, titolare dell’azienda che porta il nome della moglie, capostipite dell’attività commerciale avviata nel 1988 a San Benedetto del Tronto (Ap) e scomparsa dieci anni fa, a soli 44 anni. Gaetani decise allora di lasciare il settore delle costruzioni dove lavorava e oggi porta avanti l’azienda insieme ai tre figli.

«Da commercianti e agenti di pelletteria siamo diventati produttori, con un nostro centro stile a San Benedetto (una sede di proprietà di 1.200 metri quadrati all’uscita dell’autostrada, ndr), che disegna e progetta quattro collezioni all’anno. Poi contiamo su una rete di sei façonisti tra Marche e Abruzzo per la produzione», spiega Gaetani, alla guida di una squadra di 75 persone (erano 60 a fine 2016) e 20 negozi in Italia, tutti a insegna Anna Virgili. Quelli di Roma e Milano offrono solo le collezioni del brand, negli altri il 50% dell’assortimento va da Borbonese a Furla e Coccinelle.

«È proprio l’esperienza che stiamo facendo nella capitale e a Milano che ci sta guidando nell’espansione all’estero. A Roma abbiamo aperto nel 2016 in via del Tritone; a Milano siamo da cinque mesi in piazza San Fedele e il 75% della clientela è internazionale. Nel 2018 apriremo i primi monomarca in Russia, Germania e in Nord Europa, dove abbiamo già individuato alcune città interessanti», aggiunge Gaetani.

L’imprenditore definisce il made in Italy proposto dall’azienda «saggio», capace cioè di mantenere in equilibrio qualità e prezzo (mai sopra i 300 euro), una formula che può avere successo anche fuori dall’Italia. Nei primi sei mesi del 2017 il fatturato è cresciuto del 38%, analoga performance messa a segno nel 2016, anno chiuso con 8 milioni di ricavi.

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