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Canali debutta nel segmento dell’eyewear

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Canali debutta nel segmento dell’eyewear

Canali debutta nel segmento eyewear. Lo fa nel segno dei propri valori chiave:eleganza, qualità e artigianalità made in Italy.

E si affida a un partner specializzato nell’occhialeria di lusso: il gruppo brianzolo, fondato nel 1934, ha infatti siglato un accordo di licenza pluriennale per la produzione e la distribuzione di occhiali da sole e montature da vista con L’Amy America che fa capo a International Luxury Group e produce, tra gli altri, per Balmain e Kenzo.

«Vogliamo rafforzare il brand ampliando l’offerta – spiega Stefano Canali, general manager dell’azienda –. Abbiamo deciso di partire dagli occhiali, mantenendo una forte coerenza stilistica. In futuro lanceremo altri prodotti, ma senza fretta: ponderare i passi sulla via dello sviluppo è importante». Nel dettaglio, la Canali Eyewear Collection conterà 14 montature da vista declinate in tre colori e 15 modelli da sole, anch’essi in tre nuances. Gli occhiali saranno svelati a Mido, la più importante fiera mondiale dell’occhialeria, in programma a Milano a febbraio 2018, e saranno in vendita a partire da marzo, in anteprima nelle boutique, nell’e-store Canali e poi in negozi selezionati.

Il gruppo, guidato dalla terza generazione della famiglia che detiene la proprietà, continua dunque a investire sul proprio sviluppo. Complice una posizione finanziaria «molto forte» e di un fatturato che nel 2016 ha toccato i 216 milioni di euro (-3% sul 2015) e che dovrebbe essere riconfermato a fine anno.

L’azienda sta registrando segnali incoraggianti da parte del mercato: «Abbiamo appena chiuso le vendite per la stagione P-E 2018 – spiega Stefano Canali – e gli ordini sono in crescita. Anche in quei paesi che vengono definiti “in crisi”: gli Stati Uniti, la Russia, la Greater China e il Regno Unito. Raccogliamo i frutti di una semina fatta tempo fa».

Il giro d'affari di Canali è fortemente sbilanciato sull’estero: il gruppo, infatti, realizza oltre confine il 90% dei propri ricavi. Merito di mercati storici come gli Usa: «Siamo presenti negli Stati Uniti da oltre 25 anni e la clientela ci sta premiando in maniera quasi inattesa. A fare la differenza sono la sostanza del brand e l'offerta». Segnali positivi arrivano anche da Hong Kong e dall'Australia, mentre in Cina l'azienda sta sperimentando con successo «un doppio modello distributivo: i Directly operated store che abbiamo aperto a Shanghai e Beijing stanno avendo ottimi risultati», continua il gm.

Canali conta a livello globale 180 boutique monomarca, di cui 40 gestite direttamente, e ha aperto 10 nuovi negozi nel solo anno in corso. L’obiettivo è implementare un modello distributivo sempre più multicanale: «Le boutique e l'e-store sono due facce della stessa esperienza di acquisto, con al centro il consumatore e le sue esigenze», chiosa Canali. Che precisa: «Non facciamo cambiamenti solo per i Millennials, ma per tutti i nostri clienti. L'evoluzione è una necessità».

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