Italia

La trattativa sulla successione in Banca d’Italia e i…

POLITICA 2.0

La trattativa sulla successione in Banca d’Italia e i «criteri» del Colle

Non c’è solo la scrittura della legge di bilancio tra i dossier più caldi dell’autunno. È vero, anche su quella si dovrà cercare un tuning tra Governo e Pd ma forse qualche fatica in più si farà sul fronte della nomina del Governatore della Banca d’Italia. Come si sa Ignazio Visco è in scadenza e guarda caso Matteo Renzi ha ripreso a togliersi un po’ di sassolini dalle scarpe proprio in questi giorni. Cronache giornalistiche riportano suoi virgolettati sull’errore che avrebbe fatto sulla vicenda delle banche a dare troppo spazio a Bankitalia e che sulla prossima designazione si dovrà fare una scelta all’altezza del compito. Non sono novità, l’attrito si è sentito anche in passato, ma il fatto che ora il leader Pd rilanci queste frecciate è indice che è iniziata una partita tra lui, Paolo Gentiloni e il ministro dell’Economia sul futuro di via Nazionale.

Il punto è che la successione in Banca d’Italia coinvolge direttamente Sergio Mattarella che non farà semplicemente il notaio. Nel senso che quello al Quirinale non sarà un passaggio pro-forma, una nomina su cui mettere un suggello ma uno snodo che ha a che vedere con la reputazione di una delle istituzioni centrali e cruciali del Paese. Ed è con questo occhio che sarà ben valutata l’indicazione che arriverà dal Governo: quello di rispettare un principio di autorevolezza interna e internazionale, di forte credibilità per i mercati. Detto con una formula giornalistica e sbrigativa, non è una nomina di “strappo” o di “rottura” quella che si ritiene più adatta al ruolo. E per quanto al Colle considerino il dossier ancora «prematuro», quello che invece è maturo è il convincimento che non si debba procedere su una linea di “polemica discontinuità” ma - piuttosto - di coerenza istituzionale con quello che è via Nazionale e che deve rappresentare.

I nomi, come si sa, girano già da quest’estate: resta l’ipotesi di riconferma di Visco, ma si parla anche di una soluzione interna alla Banca, mentre spunta il profilo di Pier Carlo Padoan oltre ad alcuni outsiders. Una girandola che non si è ancora fermata e che alla fine si fermerà su due nomi, o come è accaduto in passato, si chiuderà su un terzo. “Prematuro”, appunto è vederne già gli esiti. La trattativa è ancora innanzitutto politica – tra Palazzo Chigi e Pd - e non è arrivata a “cottura” ma presto animerà l’inizio di autunno. In effetti manca poco più di un mese alla scadenza del mandato di Ignazio Visco che fin qui – anche solo qualche settimana fa – ha avuto conferma della fiducia e della stima di Paolo Gentiloni con tanto di nota scritta. Un attestato - nero su bianco - che non è stato solo un atto formale – da presidente del Consiglio – ma sostanziale. E che risponde a uno stile a cui il premier non ha mai ceduto: quello di non scendere nella polemica politica, di non agire da esponente del Pd e della corrente renziana, ma di seguire l’alfabeto delle istituzioni.

E con questo stesso spirito che Gentiloni entrerà nel vivo del negoziato su Banca d’Italia, in sintonia con i criteri richiesti dal Quirinale.

© Riproduzione riservata