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Rifiuti, Cantone: «Monopoli di fatto insuperabili, criticità enormi dalla Sicilia alla Lombardia»

Il presidente Anac Raffaele Cantone
Il presidente Anac Raffaele Cantone

«Il sistema di gestione de rifiuti attuale ha un’enorme situazione di criticità dovuta al mancato sistematico rispetto delle regole in materia di trasparenza, di Codice degli appalti, dovuto dell'esistenza di monopoli di fatto insuperabili». È intervenuto così a Montecitorio il presidente dell'Anac, Raffaele Cantone, alla presentazione del Rendiconto sull'attività della Commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti. «Con il prefetto di Roma - ha aggiunto - ce ne stiamo occupando per una vicenda che riguarda un dato romano, che al di là del fatto in sé, è paradigmatico di come il sistema dei rifiuti venga gestito al di fuori di ogni atto formale e con una creazione di veri e propri monopoli di fatto».

Criticità da Nord a Sud
Sulle questioni del ciclo dei rifiuti ci sono problemi «soprattutto per quanto riguarda la gestione illecita dei rifiuti o quella apparentemente lecita», ha detto il presidente dell’Anac. Cantone ha anche sottolineato che «il dato non riguarda solo una certa parte del Paese: il sistema dei rifiuti trova criticità enormi, dalla Sicilia alla Lombardia, passando anche per luoghi nei quali il sistema dei rifiuti apparentemente funziona perfettamente, l'Emilia Romagna o la Toscana». Si tratta, ha fatto rilevare, di «grandi, grandissimi, affari fatti con una logica che è molto poco legata alla accountability, alla trasparenza e al rispetto delle regole» e questo rappresenta «uno dei temi di criticità che riguarda il sistema amministrativo e il sistema del Paese».

Boschi: importante il lavoro della commissione Ecomafie
«Un lavoro importante di contrasto» al business delle ecomafie che tra attività illecite nel ciclo dei rifiuti e in quelle del cemento arrivano a una cifra di 16 miliardi, ha detto la sottosegretaria alla presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi intervenendo alla Camera alla presentazione della relazione sull'attività della commissione Ecomafie. «Un lavoro utile e prezioso - h sottolineato - sia nel confronto territoriale, e dunque con le istituzioni locali, ma anche con Parlamento e Governo perché offre dati ed elementi su cui costruire proposte normative e interventi specifici».

Dallo stato di avanzamento delle bonifiche al ciclo dei rifiuti
La relazione di 84 pagine traccia un bilancio di quasi tre anni di attività della commissione, mette in evidenza per esempio lo stato di avanzamento delle bonifiche nei Siti di interesse nazionale, il quadrilatero della chimica del nord, il traffico transfrontaliero dei rifiuti, il decomissioning delle centrali nucleari e la gestione dei rifiuti radioattivi, il mercato del riciclo, lo stato di attuazione della legge sugli ecoreati, e il ciclo dei rifiuti. Inoltre da alcune inchieste si sono avuti effetti successivi come per la bonifica del Sin di Casale Monferrato e il caso del deposito Cemerad con la rimozione dei rifiuti radioattivi dal sito di Statte (Ta).

«Abbiamo dato un'interpretazione che va oltre la tipica attività di denuncia di una commissione d'inchiesta - ha sottolineato il presidente della commissione Ecomafie Alessandro Bratti - cercando anche di supportare l'attività del legislatore e incrementando la capacità di ascolto dei soggetti non istituzionali». Sono state le 229 audizioni, 284 le ore di seduta, 35 le missioni con audizioni e 12 missioni per sopralluoghi, 7 missioni di studio all'estero e l'acquisizione di oltre 4.371 documenti. La commissione Ecomafie ha operato nel periodo compreso tra il 9 settembre 2014 e il 30 giugno 2017. (N.Co.)

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