Italia

Il senatore Cuomo e i tre giorni di scivolo per incassare il vitalizio

slitta il passaggio da senatore a sindaco

Il senatore Cuomo e i tre giorni di scivolo per incassare il vitalizio

Il senatore-sindaco Vincenzo Cuomo
Il senatore-sindaco Vincenzo Cuomo

Tre giorni di “scivolo” per incassare il vitalizio. Il “caso Cuomo” agita palazzo Madama. L’accusa per il senatore Vincenzo Cuomo, classe 1964, è di essere un “furbetto del privilegio”, uno che mira a ottenere il vitalizio di palazzo Madama a tutti i costi, facendo “melina”. Eletto sindaco di Portici nelle ultime amministrative di giugno, il senatore dem sulla poltrona di primo cittadino di Portici siede già da qualche tempo. Ma ha ancora il doppio incarico senatore-sindaco, che potrebbe entro 48 ore portare nelle sue tasche il vitalizio parlamentare.

Eletto al primo turno con il 65,6% dei consensi
Già sindaco di Portici nel 2004 e nel 2009, Cuomo è stato eletto al primo turno nelle amministrative dell’11 giugno con 19.275 voti, pari al 65,6% dei consensi, sostenuto da una coalizione formata da Pd, Udc, Psi, Partito del Sud e Campania Libera. Proclamato sindaco il 20 luglio 2017 - giorno della laurea di suo figlio -, è stato convalidato nella prima seduta consiliare del 7 agosto. Ha poi comunicato nei 30 giorni previsti dal regolamento la propria elezione al palazzo: la lettera è arrivata a palazzo Madama a fine agosto. Ma il Comitato Cariche che doveva informare della proclamazione la Giunta per le elezioni si è riunito solo il 12 settembre, anticipando la seduta prevista inizialmente per il 14 settembre.

Polemica sul doppio incarico subito dopo l’elezione
La polemica sul doppio incarico a Portici scatta per Cuomo subito dopo la tornata elettorale. Ai media locali dichiara che avrà una pensione «da 900 euro lordi a 65 anni, traguardo lontano perché di anni ne ho 53». Il nuovo capitolo della querelle si apre ieri, con il verdetto della Giunta per le elezioni: Cuomo ha altri tre giorni per optare per la poltrona di sindaco e abbandonare quella di senatore. Anche se ha optato entro agosto. Ed è su questa “melina” che si scatena la bagarre a palazzo Madama. Perché quei tre giorni consentono al senatore col doppio incarico di ottenere il vitalizio.

Il 15 settembre scatta il diritto al vitalizio
Proprio il 15 settembre, infatti, al compimento di 4 anni, 6 mesi e un giorno, scattano i benefici previsti dalla riforma dei vitalizi del 2011: 608 parlamentari (417 deputati e 191 senatori) alla prima legislatura matureranno il diritto alla pensione. Un vitalizio di circa 1.000-1.100 euro netti, calcolato con il sistema contributivo, da incassare al compimento dei 65 anni.

La protesta in aula
In aula ieri è andata in scena una protesta del M5s, con cartelli con scritto “Basta pensioni privilegiate!” e “Caso Cuomo vergogna!” subito rimossi. Per Enrico Cappelletti (M5S) la decisione della Giunta di concedere lo slittamento di 3 giorni è un “ritardo voluto” per far percepire anche al neo sindaco il vitalizio.

Grasso: potrebbe optare subito
Sulla vicenda è sceso in campo anche il p residente del Senato Pietro Grasso, prima con una lettera dell’8 settembre al presidente della Giunta per le elezioni Dario Stefano nella quale aveva invitato ad anticipare la convocazione della Giunta. Poi, dopo la concessione dei tre giorni per esercitare l’opzione, Grasso ha spiegato che è stata «una autonoma decisione della Giunta» della quale ha dovuto «prendere atto» e ha ricordato che «nulla vieta al senatore Cuomo di esercitare la sua scelta in tempo utile» per darne comunicazione all'Assemblea il 14 settembre. E dunque per non maturare il vitalizio. Per Dario Stefano, presidente della Giunta per le elezioni, «la Giunta ha operato nel solco di una prassi consolidata. Nessun'altra valutazione spettava al nostro organismo collegiale». E così il senatore-sindaco Cuomo ora “rischia” di incassare comunque il vitalizio. Ufficialmente a sua insaputa.

© Riproduzione riservata