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Infrastrutture e scuole: da Minniti alla Ue i 12 progetti per la Libia

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Infrastrutture e scuole: da Minniti alla Ue i 12 progetti per la Libia

(Ansa)
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Progetti di sviluppo per 12 città, da Sabratha a Misurata. Infrastrutture, sicurezza, istruzione, sanità, controllo dell’immigrazione illegale. Ma anche rilancio del turismo, dell’ambiente, delle comunicazioni. Perfino un grande centro equestre, proprio a Misurata.

La scommessa per il rilancio e la stabilizzazione della Libia passa anche dalle proposte dei sindaci di queste città. Oggi sarà uno degli argomenti della riunione del Consiglio Gai (Giustizia e Affari interni) a Bruxelles. La delegazione italiana, guidata dal ministro Marco Minniti, porta in dote un’azione a tutto campo. Con il risultato di uno stop agli sbarchi dal mese scorso confermato ogni giorno. Dall’inizio dell’anno fino a ieri, secondo i dati del Viminale, sono arrivati 110.304 migranti, un calo del 21,6% rispetto all’anno scorso.

Al Viminale il 26 agosto Minniti e i suoi tecnici hanno incontrato il responsabile dell’Interno di Tripoli, Aref Khoja, e una delegazione di sindaci libici, insieme al segretario generale della Farnesina, Elisabetta Belloni, il presidente dell’Anci, Antonio Decaro, l’ambasciatore italiano a Tripoli, Giuseppe Perrone, e una delegazione della Commissione europea. Poi il 5 settembre Minniti ha scritto al ministro dell’Interno dell’Estonia (presidenza di turno dell’Unione) Andres Anvelt e a Dimitris Avramopoulos, commissario europeo per le migrazioni.

Istituzioni e comunità territoriali libiche sono «fortemente interessati a creare alternative economiche per stroncare i traffici di esseri umani» sottolinea Minniti. E trasmette ad Anvelt e Avramopoulos «un prospetto dei progetti presentati» perchè «riterrei utile che queste prime proposte» siano esaminate da «Commissione e Stati membri ai fini di un loro possibile finanziamento». Il ministro chiede di affrontare la questione al consiglio Gai insieme all’assistenza alla Guardia costiera di Tripoli e «il miglioramento delle condizioni di accoglienza dei migranti» insieme al «rafforzamento del ruolo di Unhcr e Oim».

Alla riunione di oggi, del resto, si discuterà di immigrazione e terrorismo. Si profila, tra l’altro, il ritorno in Libia della missione Eubam (Eu Border assistant mission) dell’Unione, finora con sede a Tunisi per motivi di sicurezza. E stamane all’incontro a Bruxelles si faranno anche valutazioni sulla nuova potenziale minaccia dello Stato Islamico in Europa dopo le ultime sconfitte militari. Argomenti affrontati anche nell’audizione mercoledì scorso al Copasir (il comitato parlamentare per la sicurezza della repubblica) del presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, accompagnato dal direttore del Dis, Alessandro Pansa.

Riunione dove il vicepresidente del Copasir, Giuseppe Esposito, ha rilanciato il tema di una sua interrogazione allo stesso Gentiloni e al ministro degli Esteri, Angelino Alfano. «Sarebbe gravissimo se fossero confermate le indiscrezioni filtrate sui media libici riguardo gli incontri di rappresentanti diplomatici di Francia e Regno Unito coni capi dell’esercito libico per criticare la gestione italiana finalizzata a fermare gli sbarchi» afferma Esposito.

Proprio oggi Alfano partecipa alla riunione ministeriale sulla Libia a Londra, a Lancaster House. Ci sono i ministri degli Esteri di Italia, Regno Unito, Stati Uniti, Francia, Egitto ed Emirati Arabi Uniti, presente nche il rappresentante speciale delle Nazioni Unite, Ghassan Salamé. La riunione, spiega la Farnesina, è destinata a sostenere l’azione dell’Onu sul dossier Libia. In vista della riunione che il segretario generale Guterres convocherà a New York, a margine dell’assemblea Generale Onu il 20 settembre prossimo.

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