Italia

Ius soli, Delrio: «Dietrofront atto di paura grave»

al Tg2000, il tg di Tv2000

Ius soli, Delrio: «Dietrofront atto di paura grave»

Il ministro Graziano Delrio
Il ministro Graziano Delrio

Il dietrofront del Senato sullo ius soli è «certamente un atto di paura grave. Abbiamo bisogno di non farci dominare dalla paura ma siamo anche aperti alla speranza perché il capogruppo del Partito democratico ha detto che si sta cercando di costruire le condizioni affinché vi siano i voti in Parlamento». Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, in
un'intervista al Tg2000, il telegiornale di Tv2000. Il disegno di legge è fuori dl calendario parlamentare di settembre: non compare, infatti, nel calendario parlamentare fino al 28 settembre. Anche se l’approvazione del ddl sullo ius soli «rimane un obiettivo prioritario ed essenziale del Pd», per ora sul tema «non c’è maggioranza», ha detto ieri il capogruppo dei senatori dem Luigi Zanda.

Ius soli, Delrio: «Dietrofront Senato atto di paura grave»

No al dominio della paura
Delrio ha sottolineato che si tratta di «una legge di civiltà e diritti. Non dobbiamo farci dominare dalla paura. Non ci può venire nessun male nel riconoscere i diritti a questi ragazzi che sono di fatto già italiani, parlano il nostro dialetto, giocano con i nostri figli. Devono essere riconosciuti per quello che sono: persone. Uno sguardo diverso verso l'immigrazione significa anche riconoscere i loro diritti».

Renzi: la posizione del Pd è quella del Governo
Dal Nazareno hanno sottolineato che la posizione del Pd sullo ius soli è nota ed è pienamente in sintonia con il governo. Il Pd ha ribadito la posizione dopo le dichiarazioni del ministro Graziano Delrio alla Tv della Cei, che ha parlato del rinvio come di un atto di grave paura.

Moderare il linguaggio
l ministro ha puntato l’obiettivo sul clima «molto grave», sull’utilizzo di parole sbagliate: è stata sparsa benzina e appiccato il fuoco per poi dire 'vedete la foresta brucia'. Bisogna ritrovare moderazione nel linguaggio, ritornare a stare legati ai valori reali della persona e saper governare l'immigrazione perché non può essere governata dagli scafisti o dal caso ma da flussi regolari che danno dignità e certezza di accoglienza».

Complimenti a Juncker? Aspettiamo i fatti
Poi Juncker. «Dall'Europa - ha detto il ministro - aspettiamo i fatti. L'Italia non ha voluto mancare ai suoi doveri umanitari nel Mediterraneo ma è un dato di fatto che abbiamo supplito all'assenza dell'Europa specialmente nei ricollocamenti». Il ministro ha sottolineato come non si possano « ricevere finanziamenti economici dall'Europa e rifiutarne i valori e i principi su cui è fondata. Siamo orgogliosi della nostra identità europea e dei nostri valori bisogna però che vengano rispettati da tutti. Questa è un'esigenza che il governo italiano ha sempre, negli ultimi anni, richiesto con grande forza. Ha ottenuto le quote di ricollocamento già con il governo Renzi. È ora che queste quote vengano applicate».

© Riproduzione riservata