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Mastella assolto, «restituita la dignità politica»

a 9 anni dalla caduta dI Prodi

Mastella assolto, «restituita la dignità politica»

«La sentenza mi restituisce la dignità politica, quella personale no in quanto la gente ha sempre avuto fiducia in me e nella mia famiglia». Clemente Mastella, assolto nel processo per presunti illeciti nelle nomine alle Asl e in altri settori pubblici, parla il giorno dopo. La pronuncia è stata emessa ieri, dopo oltre sei ore di camera di consiglio dalla quarta sezione del Tribunale di Napoli. Il sindaco di Benevento, che all'epoca dei fatti ricopriva la carica di ministro della Giustizia ed era leader dell'Udeur, era accusato in particolare di «induzione indebita a dare o promettere utilità». Una ipotesi per la quale il pm aveva chiesto due anni e otto mesi di reclusione.

«Non occorrono guerre sulla giustizia»
«Non occorrono guerre tra schieramenti o tra magistrati e avvocati, o tra giudici e politici: tutti insieme dobbiamo lavorare per rendere la giustizia più giusta, soprattutto nei tempi». Convocati i giornalisti, stamani nella sua città, Mastella assicura che continuerà a impegnarsi a «tutti i livelli perché mentre io, oggi, posso, attraverso i media, rendere pubblico il dramma che ho vissuto con la mia
famiglia, oltre agli amici che mi sono stati vicini in undici anni di calvario, ci sono tanti altri cittadini che da anni attendono giustizia». E, a riguardo, Mastella rivela che «proprio questa mattina un imprenditore di Caserta, facendomi gli auguri per l'assoluzione, mi confessava che lui era ancora in attesa di una sentenza da 25 anni presso il tribunale di Santa Maria Capua Vetere».

Le dimissioni dalla dalla carica di ministro
L’assoluzione chiude una vicenda processuale tormentata, che culminò nel gennaio 2008 - quando l'inchiesta era condotta dalla procura di Santa Maria Capua Vetere - nell'emissione dell'avviso di garanzia nei confronti del Guardasigilli. Una indagine che coinvolse anche la moglie del leader Udeur, Alessandra Lonardo, all'epoca presidente del consiglio regionale della Campania. Mastella si dimise dalla carica di ministro e pochi giorni dopo ritirò il suo appoggio al governo Prodi, circostanza che contribuì alla caduta dell'esecutivo e alle elezioni anticipate che videro il successo della coalizione guidata da Berlusconi.

Assolto per tutti e tre i capi di imputazione
Mastella, difeso dagli avvocati Alfonso Furgiuele e Fabio Carbonelli, è stato assolto per tutti e tre i capi di imputazione, compresi i due per i quali il pm aveva chiesto la prescrizione, con formula piena: perché il fatto non costituisce reato e perché il fatto non sussiste. Il capo di imputazione principale si riferiva a una presunta concussione ai danni dell'allora presidente della Regione Campania Antonio Bassolino. Secondo l'iniziale impostazione accusatoria, Mastella avrebbe imposto al Governatore la nomina di una persona da lui segnalata a commissario di una Asl, minacciando in caso di rifiuto di ritirare due assessori Udeur dalla Giunta. Una circostanza negata dallo stesso Bassolino nel corso del processo: l'ex presidente della Regione affermò di non aver subito alcuna pressione. Si sarebbe trattato di normali accordi politici. Il reato di concussione era stato derubricato dalla procura in una induzione indebita a dare o promettere utilità. Il tribunale ha ritenuto invece che si sarebbe potuto configurare un abuso di ufficio, concludendo comunque che il fatto attribuito a Mastella non costituisce reato.

Formula ampia anche per Sandra Lonardo
Il tribunale ha assolto con formula ampia anche la moglie di Mastella, l'ex presidente del Consiglio regionale della Campania Sandra Lonardo nonché i due ex assessori regionali dell'Udeur Nicola Ferraro e Andrea Abbamonte e l'ingegnere Carlo Camilleri, consuocero dell'ex ministro della Giustizia.

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