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Rischia il processo il sottosegretario Cesaro accusato di falso

richiesto dalla procura di roma

Rischia il processo il sottosegretario Cesaro accusato di falso

Chiesto il processo per deputato e sottosegretario del ministero per i Beni culturali, Antimo Cesaro. Un'accusa di falso pende sul politico del gruppo parlamentare Civici e Innovatori (ex Scelta Civica). Il procedimento è del sostituto procuratore Alberto Pioletti, che ha inoltrato al giudice per le indagini preliminari una richiesta di rinvio a giudizio. Stando all'accusa, Cesaro avrebbe favorito un suo ex cognato, già destinatario di finanziamenti collegati a una iniziativa culturale.

I fatti sotto accusa
I fatti riguardano una riunione del 13 settembre 2016 svoltasi al ministero, cui avrebbe partecipato - con Cesaro - anche il soggetto non appartenente all'amministrazione. Secondo la ricostruzione dei magistrati, il capo di Gabinetto avrebbe chiesto al sottosegretario chi fosse questi. Cesaro avrebbe risposto che si trattava di un suo «collaboratore fiduciario» che curava i rapporti della sua segreteria sul territorio campano.

Il falso
Secondo il pm Alberto Pioletti, che lo ha indagato per il reato di falso, Cesaro non solo avrebbe celato la reale identità di colui che aveva partecipato a quel vertice ma aveva anche escluso che il soggetto potesse essere destinatario di finanziamenti collegati a una iniziativa culturale o che intendesse presentare progetti riguardanti il finanziamento.

L'ex cognato
E, invece, dalle indagini è emerso che l'uomo in questione era un suo ex cognato che in quei giorni di settembre aveva avuto un colloquio con i tecnici di Invitalia per avere maggiori informazioni sulla possibilità di far ottenere a una associazione una serie di incentivi, circostanza avvalorata dal fatto che la compagna dell'ex cognato aveva effettivamente chiesto un finanziamento registrandosi al sito di Invitalia.

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