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Mediaset e il nodo del futuro cda

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Mediaset e il nodo del futuro cda

Con l’intervento dell’Agcom stato fissato un paletto chiave: Vivendi dovr indicare un gestore al quale conferire la quota Mediaset eccedente il 9,9% del capitale. Si tratta di una prima “vittoria” del Biscione che, tuttavia, potrebbe soddisfare solo a met il gruppo italiano. E per una ragione molto semplice: con quel pacchetto, comunque rotondo, la compagnia francese potrebbe esercitare un’influenza considerevole nella stanza dei bottoni di Cologno Monzese. Tanto pi in vista del prossimo rinnovo del consiglio di amministrazione in scadenza con l’approvazione del bilancio 2017.

In quella sede, evidentemente, si andr alla conta e forte del proprio 9,9% di Mediaset, Vivendi si candida di fatto a essere il primo azionista singolo delle minoranze. Il che darebbe diritto al colosso di Vincent Bollor di essere in pole position per le poltrone che lo statuto garantisce ai soci di minoranza. Ci considerato che i fondi, al momento, hanno un peso vicino al 7% del capitale di Mediaset.

Ecco perch l’interesse del Biscione sarebbe quello di far valere quanto previsto negli accordi che ad aprile 2016 vennero firmati per la cessione di Premium. In quell’occasione, infatti, fu stabilito che la societ transalpina non poteva salire oltre il 5% nel capitale di Cologno Monzese. Si tratta di una soglia cruciale poich di fatto inferiore a quanto pesano i grandi investitori nell’azionariato di Mediaset. Comprensibile dunque che il gruppo italiano voglia veder riconosciuto quel contratto. Resta da capire se i ricorsi promossi dalla societ daranno il risultato sperato prima dell’assemblea per il rinnovo del board. Diversamente, Mediaset potrebbe sfoderare un’altra arma: il cambio dello statuto con una revisione delle norme legate alle rappresentanze in cda. Con il 9,9% del capitale Vivendi non potrebbe esercitare alcun potere di veto in un’eventuale assemblea straordinaria chiamata a deliberare sul tema.

Intanto Mediaset deve fare i conti anche con la Borsa: ieri il titolo sceso sotto la soglia dei 3 euro chiudendo in calo del 4,98% a 2,94 euro.

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