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Milano, debutto in Corso Como per Campomaggi e Gabs

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Milano, debutto in Corso Como per Campomaggi e Gabs

«Per anni abbiamo cercato gli spazi giusti per aprire a Milano e valutato i relativi costi, molto alti nelle zone che ci sembravano adatte ai nostri due brand Gabs e Campomaggi. Per convincerci della bontà dell’investimento, le agenzie ci hanno sempre spiegato che una vetrina nel quadrilatero o in un’altra zona pregiata di Milano è una forma di comunicazione, ancora prima che di business commerciale. Un conto però è sentirselo raccontare durante una trattativa, un altro sperimentare quanto sia vero e quanto velocemente aprire un negozio in via Spiga, ad esempio, porti visibilità, contatti e... contratti».

Mancano pochi giorni all’inaugurazione ufficiale del primo monomarca Gabs di Milano, che sarà domenica prossima, e Marco Campomaggi spiega perché, trovata la location giusta, corso Como, abbia deciso di fare addirittura il bis, affiancando alla boutique Gabs, quella di Campomaggi, che nel 2016 aveva aperto il primo spazio retail nella parte più “nobile” e soprattutto di maggior passaggio di via Spiga, a pochi metri dall’incrocio con corso Venezia.

«Gabs e Campomaggi nascono dalla stessa miniera di creatività e dalla medesima passione per qualità, originalità e made in Italy – spiega l’mprenditore-stilista di San Carlo di Cesena, il paese dell’Emilia-Romagna dove ha sede l’azienda –. Sono però diversi per target e posizionamento: i due negozi di corso Como sono adiacenti ma non comunicanti e hanno ingressi separati. Anche se spero che le clienti Gabs siano incuriosite da Campomaggi, il nostro marchio di alta gamma, e viceversa».

Nel 2017 il fatturato dell’azienda, che ha inoltre in portafoglio il brand Caterina Lucchi, arriverà a 40 milioni, ma è sul 2018 che Marco Campomaggi scommette per una crescita a due cifre. «Negli ultimi dodici mesi abbiamo lavorato moltissimo sull’internazionalizzazione di Gabs. L’accordo più recente lo abbiamo stretto in Cina con la Guandong Wanlima Industry e nel gennaio 2018 apriremo i primi due monomarca a Shanghai e Pechino, mentre è già operativo quello di Guandong, sulla costa meridionale della Cina».

L’espansione retail del brand di borse famose per la vivacità dei colori e degli accostamenti e per la versatilità delle forme (la G3 si può portare in tre modi diversi, ad esempio) era iniziata con il flagshipstore di Tokyo, aperto nel distretto di Ginza nel 2016, seguito da diversi shop-in-shop in altre città del Giappone e della Corea.

«Il negozio di corso Como, sono certo, desterà l’interesse di altri buyer e possibili partner stranieri. Lo stesso vale per gli stand al Mipel (si veda l’articolo in pagina): saremo in fiera con Gabs e Caterina Lucchi e presenteremo sia le collezioni sia il nuovo layout dei negozi Gabs», conclude Marco Campomaggi. Precisando che il marchio al quale ha dato il suo nome ha una distribuzione wholesale diversa dagli altri due, legata al posizionamento di prezzo decisamente più alto rispetto a Gabs, pensato tra l’altro per un pubblico esclusivamente femminile, mentre Campomaggi crea anche borse unisex e una parte della collezione è dedicata agli uomini.

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