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Padoan: nel Def giù il deficit e segni positivi sul debito

avanti con le riforme

Padoan: nel Def giù il deficit e segni positivi sul debito

L'economia italiana sta meglio. Pur riconoscendo molti sforzi, bisogna ribadire che molto resta da fare. E sulle banche la situazione «appare decisamente migliorata». Il succo del discorso del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan intervenuto questa mattina alla presentazione del nuovo rapporto del Centro studi di Confindustria.

Padoan ha chiarito che dinanzi a risultati migliori delle attese non possiamo sederci. Anche perchè «sappiamo che prima o poi il Pil rallenterà e ci sarà un peggioramento della situazione e quindi bisogna chiedersi cosa fare». Nessuna tentazione di stasi nel percorso delle riforme avviato da questa legislatura.  «Il rischio più serio» in questa fase di «economia che sembra tornare alla normalità» ha osservato è «pensare che il peggio sia passato e quindi meno o poco resti da fare».

Uno stop, infatti, si tradurrebbe in pericolosi passi indietro. «Se le riforme si interrompono non si resta fermi ma si va indietro, con conseguenza molto gravi» . E «pur riconoscendo gli sforzi» che sono stati fatti va riconosciuto «soprattutto che molto resta da fare».

«Sarebbe un grave errore - ha puntualizzato il ministro dell’Economia nel suo intervento davanti a imprenditori e economisti - se si dovesse passare a una legislatura in cui si interrompe lo sforzo avviato». Intervenuto poco dopo la presentazione fatta dal Capo economista del CsC Luca Paolazzi, Pier Carlo Padoan ha riconosciuto che c'è ancora quella «finestra di opportunità» da sfruttare prima che si chiuda, evitando di chiedere «un po' di respiro» perché «siamo tornati ad essere normali di nuovo».

Perché la normalità, ha chiarito il ministro «nasconde il rischio di pensare che il più e stato fatto e che seppur con antichi vizi l'economia italiana» ne esce «come se quasi nulla fosse accaduto». Dibattito, ha detto il ministro «che mi appassiona nella veste di studioso. Spero di poter riprendere quanto prima a fare questi studi».

Padoan, in Def giù deficit e segni positivi debito

Il ministro ha poi confermato che la nota di aggiornamento del Def «sara' discussa e approvata in consiglio dei ministri la prossima settimana e il quadro macroeconomico sarà definito in coerenza con gli anni passati e continueremo su questa strada». Un percorso complesso. La «strada è stretta», è tornato a ripetere annunciando tuttavia che «ci sarà un ulteriore miglioramento dell'indebitamento, un andamento del debito che giudico positivo, il Pil migliora e ci sono più spazi di quanti immaginavo ad aprile».

Tuttavia non mancano le difficoltà. Finchè il debito pubblico, nota dolente per i conti pubblici italiani, «resta ai livelli attuali e non si mette su un sentiero deciso di discesa» l’Italia verrà vista a livello internazionale «con una percezione eccessiva come Paese a rischio».

Banche: Padoan, situazione decisamente migliorata
E sulla questione credito e banche ha aggiunto: «Il sistema bancario 12 mesi fa era considerato un elemento di fragilità. Oggi la situazione è decisamente migliorata con la gestione di focolai di crisi e di meccanismi per la riduzione delle sofferenze».

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